Consiglieri e assessori contrari al green pass per accedere ai luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici si sono ritrovati sabato scorso, 20 novembre 2021, nella Sala Corsi del Municipio di Chieri, per protestare contro il decreto legge 127/21, quello sulle “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l'estensione dell'ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening”.

Nasce dai territori del Piemonte una posizione critica sui provvedimenti presi di recente dal Governo, in particolare sull’utilizzo del Green pass. 

Consiglieri comunali provenienti da ogni parte della regione hanno espresso il loro punto di vista sulle politiche adottate. Paradossalmente, l’evento si è svolto nel rispetto della normativa sanitaria vigente: ovvero per poter accedere in municipio si doveva avere il green pass. 

In prima fila, tra i tanti amministratori pubblici, capitanati da Antonio Borrini, consigliere comunale di Settimo Torinese, c'erano Sara Mazzetto, Francesca Morucchio, Cristina Morello e Luca Bonanno, ovvero la minoranza consiliare di Druento; Lucianella Presta, Cristiano Gobbo e Monica Castrale del Comune di Pianezza.

"Il green pass è una porcata istituzionale. Non serve a nulla. Questo metodo, che serve per accedere anche in municipio, ci obbliga a fare 2-3 tamponi la settimana per lavorare e svolgere l'attività istituzionale. Ma se protestiamo passiamo come Galileo. Il green pass non ha funzionato per contenere la pandemia e il vaccino non protegge dal contagio. Cosa vorremmo? Copiare il modello Germania con tamponi gratis per tutti". E sul tema vaccino, tutti si dichiarano "free vax": "Vogliamo la libertà di scelta, ma noi siamo qui per protestare contro il green pass".

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