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Sala gremita, venerdì 6 marzo 2026, a Villa Tapparelli, a Borgaro, per l'incontro pubblico dedicato alle ragioni del No al Referendum sulla Giustizia, organizzato dai Giovani Democratici Torino Nord in collaborazione con il livello metropolitano e con la partecipazione dell’Anpi Borgaro – Sezione Ercolina Suppo.

Oltre sessanta persone hanno preso parte alla serata, riempiendo ed occupando tutti i posti a sedere e dimostrando il forte interesse dei cittadini verso un tema che riguarda da vicino il funzionamento della giustizia e delle istituzioni democratiche.

Ad aprire l’incontro sono stati Emanuele Rampulla, segretario metropolitano dei Giovani Democratici, e Beatrice Miroglio, segretaria dei GD Torino Nord, che hanno sottolineato l’importanza di creare momenti di confronto pubblico su questioni istituzionali di grande rilevanza.

La discussione ha visto la partecipazione di ospiti di primo piano: Anna Rossomando, Avvocata e Vicepresidente del Senato, del già Magistrato Giancarlo Caselli e della Magistrata borgarese Caterina Miroglio. Gli interventi hanno offerto un approfondimento sui principali aspetti della riforma oggetto del referendum, evidenziandone criticità e possibili e rischiose conseguenze.

Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata alla questione del sorteggio, ritenuto da molti relatori uno strumento inefficace per risolvere il problema delle correnti nella magistratura e potenzialmente pericoloso se introdotto nella Costituzione. Durante la serata si è discusso anche delle modalità con cui la riforma è stata approvata, definite da più interventi come problematiche sotto il profilo del metodo, oltre che dei possibili effetti sulla indipendenza della magistratura e sull’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Il confronto con il pubblico è stato partecipato e ricco di domande, segno di un interesse diffuso e di una forte attenzione civica. Proprio per questo, secondo gli organizzatori, l’iniziativa ha rappresentato un momento importante non solo per chiarire le ragioni del voto contrario, ma anche per rilanciare il dibattito politico e civico nella comunità borgarese.