Il sindaco di Collegno, Matteo Cavallone, è stato minacciato di morte attraverso una lettera anonima. Non solo lui ma anche la sua famiglia.
La lettera, colma anche di insulti, è arrivata qualche giorno fa, all’Ufficio Protocollo.
La missiva è scritta da «un gruppo di persone che vive vicino al cantiere della Metro, infastidito dai rumori notturni che non fanno dormire».
Ma non finisce qui. Perchè tra le righe si leggono le seguenti frasi: «Questi bastardi se ne fregano di far ammalare le persone. Anche il sindaco è colpevole». «Rintracciamo chi dovrebbe agire il suo indirizzo la sua famiglia e la facciamo pagare carissima a tutti», «Vi facciamo il peggio... non ci sottovalutate», «Fate smettere tutto subito o il meglio che succederà è che ci scappa il morto».
Dopo averla letta, la lettera è stata consegnata da Cavallone ai Carabinieri della Compagnia di Rivoli che ora indagano sull’accaduto.
«Non nascondo che abbiamo affrontato un primo momento di inquietudine, ma subito dopo mi sono presentato ai Carabinieri e ho sporto denuncia.
Condanno fermamente, da sempre, la violenza, l’istigazione all’odio e all’odio politico. Non mi sono mai tirato indietro di fronte a qualsiasi confronto. Sin dall’inizio del mio mandato ho scelto che il mio ufficio (e quando non è possibile, mi presento direttamente io, a casa dei cittadini) possa essere un luogo di scambio e confronto. Ma incitare alla violenza, augurare il male a me, mia moglie e le mie figlie, questo no», commenta Cavallone in un video social.

