Luglio. Il periodo delle vacanze, del relax. Specie e soprattutto per chi lavora nel mondo scolastico o vive il mondo scolastico attraverso figli o nipoti.

Qui a Venaria, però, dallo scorso lunedì, si è alzato un vero e proprio tsunami per alcuni problemi - o presunti tali - legati alla scuola primaria «Romero». 

Tutto parte dall’ex vicesindaco (ed ex assessore proprio all’Istruzione durante il terzo e ultimo mandato Catania) Paolo Berger che ha deciso di attaccare Palazzo Civico e l’Istituto Comprensivo 2 sulla decisione dell’Amministrazione Giulivi di stanziare 250mila euro per la realizzazione di due nuovi spazi prefabbricati, all’interno della stessa Romero, entro settembre per una presunta carenza di aule per fare lezione. Mentre da Palazzo Civico e dall’IC2 viene spiegato come verranno realizzati due laboratori, seguendo le indicazioni ministeriali nel progetto “Scuola Digitale”. Insomma, due versioni completamente differenti. Ma andiamo con ordine:

La versione di Paolo Berger

Per Berger si parla di «presunto "boom di iscrizioni" ma in realtà il boom di iscrizioni non esiste, ci sono la consueta quarantina di iscritti per far partire le consuete due prime classi annue per cui è dimensionato quel plesso. E quindi? Da dove deriverebbe questa impellente necessità?

Verosimilmente sarebbe dovuta ad una forse poo cauta gestione degli spazi della scuola da parte dell'istituzione scolastica stessa: che come anche già avvenuto in anni passati, a fronte di annate in cui si era costituita una sola prima per mancanza di iscrizioni, ha poi costituito nell'annata successiva tre risicate classi prime, fondamentalmente per poter  gestire il corpo docenti senza che si rendessero necessari trasferimenti. E così negli anni successivi, per effetto moltiplicatore, gli spazi non sono più sufficienti. Nel passato, per esperienza vissuta direttamente, la Preside dell'epoca aveva gestito gli effetti della loro autonoma scelta utilizzando altre aule disponibili nel medesimo Istituto Comprensivo, che comunque non mancano, ad esempio attuando un progetto con tutte le quinte classi elementari all'interno della Don Milano, ed in alcuni anni la problematica rientrò. E penso sia quello che vada chiesto responsabilmente  anche oggi alla Direzione scolastica annuale, perché 250mila euro di soldi della collettività per tamponare ad una scelta improvvida della scuola stessa mi pare una risposta inadeguata, improvvisata, priva di alcuna programmazione scolastica generale e poco rispettosa delle già complicate risorse economiche pubbliche. Per realizzare comunque aule prefabbricate, che forse non sono già poi proprio il massimo di per sé. Le scuole cittadine hanno gravi carenze e necessità, tra aule e palestre, ognuno di noi le vive quotidianamente, si spendano quei soldi per queste e secondo le giuste priorità». 

La versione del sindaco Giulivi e della dirigente Civarelli (IC2)

Giulivi e Civarelli hanno deciso di spiegare il tutto attraverso una nota congiunta, con l’obiettivo di «fare chiarezza»:

«La programmazione sul dimensionamento è uno degli argomenti di dibattito condiviso dall’Amministrazione Comunale e dall’Istituto Comprensivo che, negli ultimi due anni, hanno organizzato a questo scopo, congiuntamente con l’Istituto Comprensivo Venaria 1, alcuni tavoli di lavoro al fine di individuare la mappa dei plessi che, in previsione futura e per tessuto sociale, sono destinati a mantenere l’utenza. 

Proprio nell’ottica di dare alle famiglie la garanzia di scuole efficaci e in grado di porsi come fondamentale presidio culturale territoriale, si è discusso anche sulle nuove esigenze della Scuola di oggi e sulle pianificazioni da mettere in atto da parte dell’Ente in entrambi gli Istituti Comprensivi al fine di garantire edifici funzionali ai nuovi modelli di apprendimento, con particolare riferimento a quelle aree territoriali in cui la Scuola rimane, se non esclusivo, il luogo principale in grado di agire come comunità educante e palestra per la crescita educativa e didattica e di cittadinanza attiva, contrastando la dispersione scolastica in un’ottica altamente inclusiva.

Per rispondere a queste nuove necessità, ad aprile 2023 la Dirigente Scolastica dell’IC Venaria 2 ha formulato la richiesta di due nuovi ambienti da adibire rispettivamente a laboratorio informatico e ad aula di sostengo, dal momento che il plesso Romero è privo di spazi che risultano fondamentali per una didattica laboratoriale per piccoli gruppi, come invece previsto dalle Indicazioni Nazionali. 

Questa richiesta, che trova risposta in un continuo processo di adeguamento della didattica alle nuove esigenze storiche e socio-culturali del nostro territorio, è stata accordata da questa Amministrazione, in quanto se ne condividono la linea d’intenti e la proposta educativo-didattica.

Da un ex vicesindaco e, di riflesso, ex amministratore pubblico, prima di scrivere tali inesattezze, ci saremmo aspettati almeno una richiesta di confronto sia con l’Amministrazione Comunale sia con l'istituto Comprensivo Venaria 2. 

Da entrambe avrebbe ottenuto, con precisione e puntualità, tutte le informazioni utili a chiarire la tipologia dell’investimento, evitando sterili discussioni social e, ancora, di generare inutili preoccupazioni nelle famiglie dei giovani allievi della Romero e di tutto l’IC2.

L’attacco a Berger di Schillaci (Pd) e Catania (Uniti per Cambiare)

Le due consigliere di opposizione, nel corso del consiglio comunale di giugno, avevano chiesto lumi sulla situazione e per «sapere quali fossero le tempistiche per la realizzazione delle nuove aule, ma perché abbiamo chiesto ciò? Attualmente i laboratori presenti all'interno dell'istituto sono adibiti ad aule, togliendo quindi spazio ai ragazzi per svolgere attività laboratoriali, ma soprattutto i ragazzini disabili in questo momento non hanno uno spazio dedicato per poter svolgere lezione in un ambiente confortevole, quindi riteniamo sia corretto pensare ad un ampliamento degli spazi scolastici. Non è vero ciò che è stato affermato, ovvero che ci sono tre prime risicate, ma al contrario c'è sempre maggiore interesse da parte dell'utenza verso la scuola "Romero" ed è quindi compito di un amministrazione farsi carico di tale richiesta, anni fa le quinte della Romero vennero spostate alla Don Milani, questo è vero ma perché si stava portando avanti un progetto scolastico pilota che aveva come obiettivo quello di agevolare il passaggio dalle elementari alle medie. La creazione delle due nuove aule laboratorio segue tra l'altro le linee guida indicate dal Ministero per la realizzazione della "Scuola Digitale" ed è quindi fondamentale creare ambienti di apprendimento adeguati e innovativi, in grado di porre al centro la pratica didattica con l’utilizzo delle risorse e delle tecnologie digitali, a favore dello sviluppo delle competenze, della collaborazione e dell’apprendimento attivo. Le tecnologie abilitanti e le metodologie didattiche attive e innovative sono determinanti anche per rimuovere gli ostacoli, a favore di un’inclusione a 360 gradi, dalle problematiche relative alle disabilità, ai bisogni educativi speciali, al superamento dei divari generati dalle differenze territoriali, di genere, sociali ed economiche.

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