Movimento 5 Stelle e Lega attaccano la maggioranza di centrosinistra di Collegno, "rea", a loro modo di vedere, di non voler convocare un consiglio comunale per la discussione delle mozioni.

Per due volte, le conferenze dei capigruppo del 31 agosto 2022 e del 12 settembre 2022 non hanno soddisfatto i gruppi consiliari di minoranza che richiedono da tempo di riunire il parlamentino locale per discutere queste istanze.

«Da quattro mesi la maggioranza non garantisce il numero legale per permettere al Presidente del Consiglio di convocare il Consiglio Comunale straordinario richiesto da tutti i gruppi consiliari di minoranza. Inizialmente, la Lega con spirito collaborativo ha cercato di dare il suo contributo per trovare una soluzione ma quando dai consiglieri di maggioranza non vi è alcuna volontà politica di procedere con l’attività consiliare non possiamo fare altro che prenderne atto. Non è ammissibile accampare motivazioni di ogni tipo da quattro mesi per rimandare un Consiglio Comunale legittimamente richiesto per discutere le mozioni. Tenere a bagnomaria una città che vuole delle risposte da chi amministra è inaccettabile», attacca Giovanni Parisi, consigliere comunale e segretario cittadino della Lega.

«Per la seconda volta in venti giorni viene negata alle minoranze la possibilità di riunire il Consiglio Comunale nei tempi richiesti. Una proposta portata avanti da inizio  giugno, periodo durante il quale il Partito Democratico affermò di non garantire il numero legale.  Dopo oltre tre mesi di attesa la storia si ripete per due volte da fine agosto a oggi. La motivazione sarebbe quella dell'opportunità politica, dal momento che ci troviamo in piena campagna elettorale, sebbene nessuna norma vieti di riunire il Consiglio Comunale. Abbiamo formalmente avanzato più richieste alla Presidenza del Consiglio che non ha potuto far altro che constatare la volontà del Pd di non presentarsi in aula per dibattere sui temi proposti dai gruppi consiliari. Il Movimento 5 Stelle avrebbe voluto parlare di salario minimo, di diritti Lgbt, di aiuti alle famiglie e di come rendere trasparenti le procedure di segnalazione dei disservizi all'amministrazione da parte dei cittadini. Tutto questo sarà concesso soltanto all'inizio del mese di ottobre quando ci riuniremo per discutere le mozioni proposte. Il Partito Democratico anche a Collegno si mostra in tutte le sue contraddizioni e, pur essendo in campagna elettorale da inizio mandato, nega la possibilità di riunirsi affermando di non garantire il numero legale fino a dopo le elezioni. Paradossale infine certe affermazioni da parte del capogruppo "provvisorio" del PD relativamente alla presenza in Consiglio Comunale per ascoltare le interrogazioni della minoranza mantenendo il numero legale. Il capogruppo ad interim del partito di maggioranza del comune di Collegno dovrebbe sapere che, se venisse meno il numero legale durante le interrogazioni, si dovrebbe comunque chiudere il consiglio senza procedere oltre. Una ripassata al regolamento sarebbe utile, anche alla luce delle gaffe sul regolamento emerse negli ultimi consigli, tenendo ben presente che l'esercizio della democrazia non è una concessione dei partiti di maggioranza a quelli di opposizione e che, garantire il numero legale, è un dovere di chi viene eletto e pagato dai cittadini», denunciano i consiglieri pentastellati Davide Di Mauro e Angelo Anedda.

 

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