La notizia del 50enne di Venaria Reale denunciato dai Carabinieri per abbandono e maltrattamenti di animali, dopo che aveva lasciato soli i suoi cani - un Pitbull e American Staffordshire terrier - per fare qualche giorno di vacanza fuori Città, ha lasciato senza parole tutta la comunità venariese.
Il sindaco Fabio Giulivi, incredulo, ha voluto lanciare un appello in vista delle imminenti vacanze, ringraziando al contempo «i residenti che hanno deciso di chiedere aiuto, salvando di fatto gli animali. E, con loro, i Carabinieri della Compagnia di Venaria, i Vigili del Fuoco, il Servizio Veterinario dell'Asl To3 e l'Enpa. A tutti loro va il mio più sincero ringraziamento per la professionalità, la sensibilità e la rapidità dimostrate.
Con l'arrivo delle vacanze estive voglio però lanciare un messaggio che va oltre questa vicenda. Avere un cane è una grande responsabilità. Lo è quando si decide di accoglierlo in famiglia, lo è ogni giorno nel prendersene cura, lo è nel non abbandonarlo mai e lo è anche nel rispettare gli altri cittadini, raccogliendo sempre le deiezioni e contribuendo a mantenere la nostra città pulita.
Un cane non è un peluche da usare quando fa comodo, una moda del momento e da dimenticare quando diventa un impegno. È un essere vivente che prova paura, sofferenza e affetto. Chi sceglie di averne uno si assume un impegno che dura ogni giorno dell'anno, vacanze comprese.
Organizzarsi è possibile: esistono pensioni, pet sitter, familiari e amici che possono dare una mano. Soprattutto dovreste avere la voglia di portarlo con voi, adattando il tipo di vacanza. L'abbandono non è mai una soluzione.
Se vedete un animale in difficoltà o sospettate una situazione di maltrattamento, non giratevi dall'altra parte. Una semplice telefonata può salvare una vita.
Gli animali ci regalano amore senza chiedere nulla in cambio. Il minimo che possiamo fare è non tradire mai la loro fiducia. Chi abbandona un cane non abbandona solo un animale: abbandona il senso di responsabilità, il rispetto e la propria umanità. Questo non può e non deve avere alcuna giustificazione.
Se non siete in grado di gestirli non prendeteli con voi: non vi obbliga nessuno e - soprattutto - non andrà sprecato tanto affetto incondizionato».

