O i soldi delle tessere o i circoli del Pd saranno costretti alla chiusura. 

È questo il messaggio-appello, in estrema sintesi, lanciato dal segretario metropolitano del Partito Democratico di Torino, il grugliaschese ed ex sindaco Marcello Mazzù, inviata nei giorni scorsi all'attuale segretario del Pd nazionale, Enrico Letta.

Il motivo è presto detto: se buona parte dei soldi dei tesseramenti non dovessero rimanere nei circoli, gli stessi non riuscirebbero a pagere affitti, bollette e gli altri costi di gestione. Soprattutto ora, con il problema del «caro bollette».

E, ancora, per fare attivismo, iniziative che possano portare a nuovi tesseramenti e, allo stesso tempo, per incidere sulle politiche locali.

La lettera riporta le istanze degli 82 circoli dem del Torinese, tra cui quelli della nostra zona, che chiedono di mantere "in cassa" almeno il 50% dei proventi. 

"Troppi costi, troppe spese, troppa burocrazia, troppa distanza tra il PD Nazionale e il territorio... Senza soldi non si va avanti! E sono i soldi dei cittadini tesserati che si tesserano proprio per tenere il Circolo locale aperto. E ora ce li avete portati via!". E, ancora, "Se non vogliamo perdere i nostri avamposti nei quartieri, nelle valli, nei paesi di montagna, abbiamo bisogno di un 'federalismo democratico'. Troppo alto il prezzo da pagare per l'aumento delle bollette, per pagare l'affitto, per stampare i volantini, per pagare il suolo pubblico e le sale per le iniziative. Ci mancano le risorse economiche, non quelle umane. I militanti ci sono e sono pieni di energia, pieni di idee e proposte. Ma senza risorse economiche si può fare ben poco", scrive proprio Mazzù. 

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