Va a Michele Catalano la Certosa d'Oro 2026 della Città di Collegno. Il premio è stato conferito al famoso maestro, educatore e amministratore pubblico, per una vita dedicata alla scuola, alla crescita delle giovani generazioni e al servizio della comunità.
Catalano, allievo del direttore Felice Geninatti Crich, cui ha recentemente dedicato un volume di memorie collettive, si è impegnato con determinazione affinché la scuola “Marconi” ne assumesse il nome, mantenendo vivo un legame profondo tra memoria, educazione e cittadinanza attiva.
Nel corso della sua carriera è stato anche sindaco di Givoletto, eletto nel 1995.
“Collegno ha una tradizione educativa e civile di cui essere orgogliosa. Questa serata ne è stata la testimonianza più limpida: un teatro pieno, cittadini partecipi, un racconto che intreccia cultura, memoria e comunità. La parola, come insegnava don Milani, è strumento di libertà, e la nostra città continua a credere nel valore della conoscenza e dell’impegno condiviso. A Michele Catalano va il nostro ringraziamento più sincero per aver dedicato la sua vita a far crescere, istruire e unire le persone", commenta il sindaco Matteo Cavallone.
Il premio è stato conferito durante la serata che ha celebrato, sabato 31 gennaio 2026, il 46° anniversario del titolo di Città a Collegno.
Una sala gremita e un pubblico attento hanno accolto, alla Lavanderia a Vapore, lo spettacolo teatrale “La parola fa uguali – esperimento di scrittura collettiva” di Damiano Grasselli con Viviana Magoni, a cura di Teatro Caverna di Bergamo. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale, ha celebrato con grande partecipazione di pubblico il 46° anniversario del conferimento del titolo di Città a Collegno, avvenuto il 31 gennaio 1980 con la firma del Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
Attraverso la voce e lo sguardo di un’insegnante, lo spettacolo ha ripercorso la vita e il pensiero di don Lorenzo Milani, maestro e guida capace di rendere la parola uno strumento di uguaglianza e consapevolezza. Sul palco, il racconto di una collaborazione straordinaria – quella tra il priore di Barbiana e la professoressa Adele Corradi – ha emozionato il pubblico, offrendo una profonda riflessione sui temi dell’educazione, dell’impegno civile e della libertà di pensiero.

