Quattro persone arrestate (una ai domiciliari), 18 con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, 140 milioni di euro sequestrati agli indagati.
Questi i numeri dell'operazione «Chain Smoking» della Guardia di Finanza e dei Carabinieri del Comando Provinciale di Torino, mirata al contrasto del fenomeno sempre più diffuso delle sigarette di contrabbando in Torino e provincia, in particolar modo fra Torino, Caselle Torinese, Venaria Reale e Avigliana, sede di opifici illegali.
L'operazione ha visto parte attiva ben 130 militari che hanno eseguito le misure disposte da un giudice del tribunale di Torino.
Gli arrestati sono originari dell'Est Europa: Moldavia, Ucraina, Romania e Bulgaria. Per tutti l'accusa è di fare parte di «una associazione a delinquere un di carattere transnazionale dedita al contrabbando di tabacchi lavorati, alla produzione illegale di sigarette e alla contraffazione”. Sono scattati i sigilli anche per automezzi, autoarticolati, orologi e diamanti».
I Carabinieri della Compagnia di Venaria Reale hanno anche smantellato due depositi che servivano per lo stoccaggio delle sigarette.
Secondo gli inquirenti, gli opifici erano in grado di produrre agevolmente fino a 48mila pacchetti di sigarette al giorno, da cui un volume immesso sul mercato illegale di almeno 35 milioni di pacchetti. Il quantitativo avrebbe fruttato agli organizzatori guadagni fino a 175 milioni di euro, grazie alla vendita dei prodotti soprattutto nel Nord Europa. Parallelamente, questo avrebbe comportato un’evasione di accisa sui tabacchi quantificabile in 112 milioni, oltre a Iva per 12 milioni”.

