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La «Omikron» diventerà cinese. Il "via libera" è arrivato dal governo Meloni, attraverso il meccanismo del Golden Power, aprendo così definitivamente le porte dell'azienda di Robassomero al gruppo cinese Orinko.

L'azienda di Robassomero, specializzata nella produzione di materiali plastici per l'industria automobilistica, passa così per il 70% sotto il controllo del gruppo asiatico, che ha investito 21,82 milioni di euro.

L'operazione, annunciata il 24 dicembre 2025, si è conclusa a ottobre, dopo il completamento delle procedure autorizzative in Cina e l'assenso delle autorità italiane. L'acquirente è una società del gruppo di Pechino con sede a Hong Kong. Il restante 30% delle quote rimane italiano, diviso equamente tra Micca 22 e Investar.

Omikron conta circa cinquanta dipendenti e dispone di uno stabilimento con una capacità produttiva dichiarata di 40 mila tonnellate annue. La società realizza compound, miscele di polimeri e additivi utilizzate per ottenere plastiche con caratteristiche specifiche di resistenza, leggerezza e lavorabilità. Il materiale principale è il polipropilene, impiegato soprattutto nel settore automobilistico, ma anche negli elettrodomestici e in altre produzioni industriali. Il fatturato del 2025 si è attestato a 33,3 milioni di euro, in calo rispetto ai 41,2 milioni dell'anno precedente.

Fondata nel 2008 a Hefei, Orinko conta sette stabilimenti in Asia, oltre duemila dipendenti e un fatturato di circa 740 milioni di euro nel 2024. L'acquisizione punta a rafforzarne la presenza in Europa e i rapporti con i costruttori automobilistici.

Da verificare ora le ricadute sul territorio e sull'occupazione. All'annuncio dell'intesa, i vertici italiani avevano garantito continuità gestionale e occupazionale. Curioso il capitolo societario: pur detenendo la maggioranza delle quote, Orinko non eserciterà contabilmente il controllo su Omikron, che sarà classificata come «società collegata».