Usati come un pallone da calcio. Maltrattati, presi con oggetti metallici. Lanciati. E, purtroppo, uccisi.

Anche a Rivoli - e nella vicina Rivalta - c'è un banda di ragazzini, attorno ai 15 anni, che uccide così i ricci. 

L'episodio, denunciato attraverso i social, è avvenuto a metà mese nei giardini “Alfonso Lamarmora” di via Luigi Gatti.

Secondo alcune testimonianze, la banda di giovani avrebbe prima molestato, chiedendo alcol e droga, diversi passanti, per poi successivamente iniziare a giocare a calcio con un riccio. Colpendolo anche con qualche oggetto metallico. Per poi lanciarlo verso altri passanti, rimasti senza parole e spaventati dall’accaduto. Gli stessi hanno poi raccontato la vicenda sia sui social sia alle forze dell’ordine, che ora stanno indagando.

“Uccidere così una povera creatura è crudeltà.  Non ci sono parole, dovete pagare per quanto avete fatto. A quanto pare sembrerebbe essere una nuova moda. L’educazione e il rispetto si imparano a casa. Chiunque veda movimenti giudicati sospetti è pregato di avvertire subito le forze dell'ordine, in modo che i responsabili siano individuati e puniti severamente”, commenta il vicesindaco di Rivoli, Laura Adduce.

“Come Amministrazione stiamo installando le telecamere in tutta la città per la video sorveglianza, ma è un lavoro che richiede tempo e non può essere fatto in pochi giorni. Le telecamere possono essere un deterrente, ma fino a un certo punto, questi ragazzi non si faranno problemi nel continuare a vandalizzare la città. Non possiamo nemmeno pretendere di avere le forze dell’ordine in ogni angolo perché numericamente impossibile considerato che il loro impiego è organizzato su più Comuni. Sicuramente c’è da lavorare su progetti che coinvolgano i ragazzi, ma bisogna smetterla di demandare a terzi quello che compete a noi genitori. L’educazione parte da casa, dalla famiglia, insegnando valori fondamentali come il rispetto per ciò che è patrimonio di tutti. Vorrei inoltre ricordare a chi ha commesso tale crimine e ai loro genitori che i ricci sono animali protetti e tutelati dalla legge italiana e che l’uccisione e la tortura di un qualsiasi animale è un reato punibile penalmente”, spiega e ricorda il sindaco di Rivoli, Andrea Tragaioli.

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