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Venaria Reale dice addio a Emilio Lanza. Storico discendente della famiglia che aveva dato vita alla «Antica Premiata Concia di Pellami», aveva 88 anni.

La sua famiglia era arrivata nella Reale acquistando, nel 1832, dalla famiglia contadina Cairola, la splendida dimora di via Mascia Quirino, al fondo di via XX Settembre, in quella che all'epoca era nota come «Quartiere dei Dragoni e della Menaggeria».

I Lanza hanno anche avuto la «Lanza fratelli fabbrica di candele e saponi», poi ceduta alla Mira, diventando quella che tutti hanno conosciuto - anche grazie a Carosello - come «Mira Lanza».

La conceria venne diretta da Giovanni prima e poi dai figli Francesco e Camillo, facendola diventare una delle principali attività industriali di Venaria Reale.

E Camillo divenne anche sindaco, tra il 1889 e il 1891, ottenendo il fregio del «Collare dell'Annunziata» da posizionare sullo stemma della Città di Venaria Reale.

L'azienda passò poi fra le mani di Romeo, figlio di Francesco Lanza, che riuscì ad aumentare gli occupati, che raggiunsero quota 60 tra impiegati e operai, conquistando il riconoscimento ufficiale con medaglia d’oro per la “Qualità dei prodotti” in occasione dell’Esposizione di Torino.

Complice le due guerre, la Conceria ebbe una grave crisi, culminata nella chiusura nel 1950. Ma quella casa, in via Mascia Quirino, anche grazie a Emilio Lanza, che la aprì alla cittadinanza, facendola diventare teatro di eventi culturali, continua ancora oggi a essere una testimonianza tangibile di un tempo che non c'è più.

«All’improvviso le cose cambiano. Ci siamo sentiti poco prima di Natale caro Mimmillo - come affettuosamente ti chiamavano le persone care - come ogni anno eri arrivato prima tu a farmi gli auguri e ci eravamo promessi di fare la nostra merenda con un the e chiacchiere sulla tua amata Venaria in gennaio. Non è stato possibile. La tua vita si è interrotta e ora restano i ricordi e i momenti più belli nel cuore. Caro Emilio Lanza tu non eri solo una colonna di Venaria Reale, tu eri un vero Signore con la S maiuscola, un signore di una volta. Colto, educato, appassionato, curioso. Orgoglioso di quanto la tua famiglia fece per Venaria con la conceria, altresì del tuo parente che studiò il sottopasso Lanza a Torino e che fu anima della prima auto a quattro ruote. Ricordo quando ti proposi di aprire la tua casa per girare delle scene dello spot “Aspettando il Giro” e che tu ne fosti entusiasta tanto che invitasti alcuni cittadini a tornare a vedere la tua biblioteca e a giocare a biliardo. Eri sempre presente, vivevi tutte le iniziative, amavi Venaria, la tua casa, la Reggia e ricordo quando mi dicesti poche settimane fa se fossi stanco andiamo a pranzo da Passami il Sale. Vivevi tutti i luoghi della tua cittadina, partecipavi agli spettacoli, alle mostre, eri parte attiva di tante realtà. Ricorderò sempre i tuoi racconti, le telefonate, le risate, le confidenze cari Emilio e ti dico ancora un grazie immenso per come mi accogliesti a Venaria, per la tua amicizia e per il tuo affetto che non è mai cambiato. Grazie per tutte le meravigliose iniziative fatte insieme e condivise, grazie per i momenti speciali. Ciao Mimmillo», lo ricorda con affetto Antonella D'Afflitto, ex assessore della Città di Venaria Reale.

Toccante anche il ricordo di Giorgio Broglio, presidente dell'Anioc (Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche) e degli Astrofili della Reale: «Emilio, grande amico e uomo di rara intelligenza. Ti ringrazio per le molte chiacchierate dense di pensiero, per il tempo che mi hai sempre donato e per quelle infinite volte in cui mi accoglievi tra i tuoi libri – non semplici volumi, ma veri scrigni di sapere e di vita – raccontandomi con il tuo sorriso che presto avresti dato ordine a quel patrimonio di valore inestimabile.

Resta il rammarico che tu non abbia potuto ricevere il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, che avevo presentato con convinzione e in pieno accordo con te: non per vanità, ma perché rappresentava un riconoscimento naturale alla tua statura morale, culturale e umana.

I titoli possono mancare, ma ciò che conta davvero resta: la stima profonda, l’amicizia sincera e il segno che hai lasciato in chi ha avuto il privilegio di conoscerti».

I funerali verranno celebrati domani, giovedì 15 gennaio 2026, alle 11, nella chiesa di Santa Maria, prima dell'ultimo viaggio verso il cimitero generale di Torino, nella tomba di famiglia.

Emilio Lanza lascia i fratelli Romeo e Consolata, i nipoti Giovanna, Francesca, Maria, Camillo, Matteo, Antonio e Maurizio.