Venticinque anni di Iesa, l'Inserimento eterofamiliare supportato di adulti. Un servizio nato all’interno del Dipartimento di salute mentale dell’Asl di Collegno nel 1997.

Il principio del servizio è sostituire al ricovero, là dove le condizioni lo rendano possibile, l’inserimento assistito dei pazienti in famiglia, attraverso un attento percorso di selezione delle famiglie ospitanti e di formazione degli operatori professionali, che sono supporto costante per gli ospiti e per i pazienti. 

Il modello è mutuato dalla Germania, dove era già in uso nel 1997, anno in cui lo Iesa viene attivato in Italia, a Collegno, primo in Italia. Da allora si è diffuso anche in altre regioni e oggi lo Iesa dell’AslTo3 è Centro Esperto  Regionale. Gianfranco Aluffi, psicologo e psicoterapeuta, ne è Referente aziendale e Direttore scientifico.

In 25 anni ci sono stati 300 progetti per altrettanti pazienti in tutta Italia, circa 50 dei quali sono attivi oggi sul territorio dell’Asl di Collegno.

Il risultato sull’esito delle cure dei pazienti è oggettivo: miglioramento delle condizioni cliniche, potenziamento e sviluppo di capacità individuali, reinserimento in comunità, azzeramento della solitudine.

“Lavorare per sostituire al ricovero l’inserimento familiare, con un’attenta selezione dei casi e con una precisa formazione delle famiglie – sottolinea Franca Dall’Occo, Direttore Generale aslTo3 -  significa curare le persone restituendo loro un ambiente quotidiano, normale e accogliente, dove non si sentano tagliate fuori dalla società, ma anzi si sentano seguite, mai abbandonate. Un approccio alla cura del disagio psichico, quello dello Iesa, che lavora anche sul superamento dello stigma sociale e culturale della malattia mentale su cui la nostra Asl si impegna molto: abbiamo recentemente presentato LA Collegno Fòl Fest, che si terrà alla Certosa dal 19 al 26 giugno prossimi, organizzata in collaborazione con la Città di Collegno, l’Arci , la Cooperativa Il Margine e molte altre associazioni del territorio, che ha proprio lo scopo di avvicinare il pubblico alla “follia” per imparare a non averne paura e a considerare il disagio psichico come una condizione della natura umana”.

Ancora oggi, dopo 25 anni, il servizio resta innovativo per l’Italia, mentre è diffusissimo in Gran Bretagna, in Germania e in Francia.

Nel 2021 l'Organizzazione Mondiale della Sanità cita lo IESA come Best Practice  all'interno del documento Guidance on community mental health services: promoting person-centred and rights-based approaches, riportando come esempio l'esperienza inglese dello Shared Lives come modello da diffondere su scala mondiale.

Il modello si applica anche ad altri ambiti di cura dalle tossicodipendenze, alla malattia oncologica all’assistenza degli anziani fragili.

Tutte le informazioni sul servizio IESA sono disponibili sul sito dell’AslTo3, nella sezione dedicata alla salute mentale https://www.aslto3.piemonte.it/servizi/salute-mentale/.

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