Una 21enne in Consiglio Comunale a Venaria Reale. Si tratta di Shamari Li Pomi, neo consigliera comunale per la Lega.
Prende il posto dell'ex vicesindaco Gianpaolo Cerrini, dalla scorsa settimana neo presidente di Asm. Il «debutto» ieri sera, lunedì 26 ottobre 2026, in occasione del Consiglio Comunale.
Dopo essersi diplomata qui a Venaria nel 2024 al Liceo Juvarra scegliendo l'indirizzo Linguistico, durante l’ultimo anno di Liceo ha avuto l’opportunità di partecipare al Campionato Nazionale delle Lingue di Urbino, scegliendo come lingua straniera lo Spagnolo, ottenendo poi una borsa di studio e l’inserimento nell’Albo Nazionale delle Eccellenze.
Attualmente sta studiando a Torino Mediazione Linguistica, ambendo a diventare una futura interprete e traduttrice in inglese e spagnolo, con specializzazione in Relazioni Internazionali e Diplomatiche.
«Sono emozionata per questo nuovo e importante incarico. Sarà un’esperienza totalmente nuova per me. Sarà mia premura prendere a cuore i problemi di ogni cittadino come se fossero i miei», spiega.
E quando le fanno notare che è la più giovane «del gruppo», Shamari si dice «fiera e orgogliosa. Contrariamente a quanti molti vogliono farci pensare, la politica è di tutti, indipendentemente dall’età. Il mio obiettivo è vivere e fare politica con uno sguardo "giovane", per garantire l’ascolto di problematiche legate a temi importanti come scuola, spazi collettivi, primi approcci al mondo del lavoro e la famiglia. Ora vorrei essere la voce dei cittadini. Il ponte tra loro e l’Amministrazione. Per tutta la campagna elettorale ho avuto uno slogan, che è diventato il mio motto e lo sarà anche in questi cinque anni: ascoltare, unire, risolvere», continua Li Pomi.
Alle recenti elezioni amministrative, Shamari si era candidata tra le fila della Lega, ottenendo 157 preferenze e risultando la sesta più votata della lista.
Non è mancata una dedica per questo nuovo incarico: «Lo dedico a tutti i cittadini che hanno creduto nella mia candidatura e nel fatto che io potessi rappresentarli. Alla mia famiglia, che mi ha sostenuta e ha condiviso con me questo percorso, che potremmo definire una vera e propria ‘avventura’. Infine, ai miei amici, che hanno visto in me un punto di riferimento».

