Stop, una volta per tutte, agli animali nei circhi e alle violenze, verbali e fisiche, sugli animali e sulle persone. Sono queste le richieste della Lav e della Fondazione Franz Weber.
Per quattro lunghi mesi, un volontario è riuscito a infiltrarsi nel Circo Medini, tra gennaio e maggio 2026, registrando quanto accadeva nelle diverse tappe piemontesi: Alba, Settimo Torinese, San Benigno, Canavese, Venaria Reale, Condove e Susa.
“Per la prima volta una persona è riuscita ad infiltrarsi in un circo in Europa. Per 4 mesi ha registrato immagini sia durante gli spettacoli, ma soprattutto nel dietro le quinte del circo portando in luce un quadro di violenze e umiliazioni. Di fronte a queste immagini nessuno potrà più dire che il circo è uno spettacolo culturale. Da anni come LAV chiediamo al Governo di mettere fine a tutto questo, ma nessun Ministro e nessun Governo ha ancora avuto il coraggio di dire “Basta agli animali nei circhi”. Oggi chiediamo nuovamente al Ministro Giuli e al Sottosegretario alla Cultura Cannella che firmino finalmente l’attuazione della Legge delega sullo spettacolo, più volte rinviata, con lo stop all’uso degli animali nei circhi, come già fatto da oltre 50 Paesi in tutto il mondo. Solo così sarà possibile rilanciare davvero un settore da anni in crisi, con le esibizioni artistiche senza animali che già hanno tanto successo” hanno dichiarato LAV e Fondazione Franz Weber.
Il circo Medini era già stato denunciato nell’aprile del 2025 da LAV per maltrattamento di animali, a seguito di alcune immagini che mostravano una cattiva gestione degli animali e dello spazio a loro destinato.
Le nuove immagini, che risalgono agli scorsi mesi di gennaio-maggio quando il circo Medini era attendato in vari comuni in Piemonte, mostrano in maniera inequivocabile varie forme di violenza inferte agli animali. Le bastonate, le frustate, gli schiaffi, animali tirati per le orecchie per essere spostati, sono accompagnate da parole di disprezzo, lontane da quella narrativa per cui gli animali sono spesso descritti come parte della famiglia circense.
Ciò che emerge dai filmati è che il Circo Medini è una struttura gerarchica costruita sulla paura e sulla violenza, dove il proprietario accentra tutto il potere nelle sue mani e ogni persona e animale al suo servizio è schiacciato da dinamiche di prevaricazione e sfruttamento.
Oltre agli animali, aspetto interessante delle riprese è quanto emerge rispetto ai minori, spesso spettatori di violenze perpetrate sugli animali da parte degli adulti, azioni che non tardano a ripetere. Infatti, sono molte le clip che vedono i bambini, appellare in maniera violenta gli animali e bastonarli esattamente come fanno gli adulti in loro presenza.
Inoltre, 3 minori di 11 anni contribuiscono in modo ambiguo alle attività quotidiane del circo e tutti e tre vengono spesso esibiti durante gli spettacoli. Un minore di nove anni, ha dichiarato che “è mio papà che non vuole che le faccio (le esibizioni, ndr) perchè dice sempre che c’è la polizia che non vuole che lavorino i bambini (...) ma in questa piazza invece posso lavorare (...) visto che sono amici di mio papà mi fanno lavorare. Il capo stazione (della polizia, ndr) era il suo ex compagno di scuola (del padre, ndr)”.
Alle lavoratrici e ai lavoratori del circo non è riservato un trattamento migliore di quello previsto per gli animali. Persone sfruttate e senza un regolare contratto di lavoro, soggette a violenza fisica e verbale, costrette a lavorare in condizioni precarie in apparente violazione delle norme basilari della sicurezza sul luogo di lavoro. Diversi lavoratori hanno dichiarato di fronte alle telecamere nascoste di non avere alcun contratto di lavoro. La sicurezza precaria o assente, inoltre, non riguarda solamente i lavoratori, ma anche il pubblico pagante ignaro dei rischi che corre in quanto, da una dichiarazione registrata, emergerebbe che il Circo Medini sia addirittura sprovvisto di estintori. Una ripresa documenta infiltrazioni d’acqua nella tenda di un circo vicino al passaggio di fili elettrici aspetto estremamente pericoloso per il rischio di corto circuito.
Dal punto di vista dell’impatto di queste attività sul territorio, si mostra come il letame rimanga abbandonato nel campo per oltre un mese, e come i residui organici di feci e urina filtrino nel terreno, scurendolo tutt’intorno. La normativa prevede che i rifiuti organici provenienti da circhi con animali debbano essere smaltiti da un’azienda autorizzata, poiché non rientrano nella stessa categoria dei rifiuti derivanti dagli animali da allevamento. Tuttavia, diversi lavoratori del circo hanno ammesso che tali residui vengono scaricati direttamente nei campi, in evidente violazione della legge. Uno di loro afferma che abbandonare i rifiuti nei campi è addirittura legale.
“Quando come LAV e con Fondazione Franz Weber abbiamo ricevuto e visionato le immagini anonime abbiamo deciso di documentare e mostrare le condizioni esistenti in tutti i circhi, e le immagini raccolte ci hanno dato ragione: il Medini non è “una mela marcia” nel mondo circense, ma solo uno dei tanti circhi che usano e maltrattano gli animali, e non solo” ha dichiarato Gianluca Felicetti presidente LAV.
Per settimane, mesi, i 19 circhi attualmente attivi in Italia sono stati monitorati e filmati durante le tournée in 8 regioni. Le telecamere di LAV e Fondazione Franz Weber hanno girato l’Italia per mostrare i movimenti stereotipati frutto di stress, condizioni di detenzioni non idonee alla natura degli animali, gabbie minuscole che intrappolano per ore o giorni gli animali, bastonate, calci e colpi inferti agli animali durante le fasi di spostamento degli animali. Tutto questo è ciò che avviene al di fuori del tendone, mentre al suo interno sono stati filmati numeri ed esercizi umilianti e contrari alla natura degli animali.
Dalle immagini sono visibili chiaramente animali che sembrano essere in stato di denutrizione, dromedari che per essere spazzolati vengono tirati per la coda o a cui viene strappato con forza il pelo, assenza di alcuni arricchimenti ambientali fondamentali per gli animali come, ad esempio, la vasca ripiena di acqua per l'ippopotamo, animali tenuti in sosta sull'asfalto o con un piccolo strato di paglia che lo copre.
LAV ha già provveduto a denunciare alle autorità competenti quanto emerso da questi video a tutela di animali e persone.
Più di 20 Paesi in Europa hanno già vietato l’uso di animali selvatici nei circhi, tra cui la Svezia, l’Austria, la Grecia, il Belgio, i Paesi Bassi, la Spagna, la Francia, il Portogallo e il Regno Unito. Nel 2022 l'Italia ha emanato la legge delega n. 106 che prevede il superamento dell'utilizzo degli animali nei circhi. Tuttavia, contrariamente ad altri paesi e fortemente in contrasto con la posizione dell'opinione pubblica, sono ormai quasi 4 anni che la sua attuazione viene rimandata".
È il momento di compiere un passo definitivo: chiediamo di attuare la Legge con la proibizione totale dell’uso di animali nei circhi.
“Per mettere fine a tutto questo è necessaria una presa di posizione politica: la responsabilità delle decisioni è nelle mani del Ministro Giuli e del Sottosegretario alla Cultura Cannella. Che diano completa attuazione della legge delega 106/2022 che scade il 31 dicembre prossimo. Anche perché sappiamo che il circo Medini non è un’eccezione, esattamente come non lo era il Circo Martin, condannato nel 2024 in via definitiva per maltrattamento e a cui furono sequestrati tutti gli animali nel 2014, affidati a LAV per poter garantire loro diritti, dignità e una giusta pensione al sicuro da violenze” ha concluso Felicetti di LAV.

