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Con la scomparsa di Livio Vaschetto, a 95 anni, Venaria Reale perde una «pietra miliare». Un uomo che ha fatto della cultura e della scuola delle vere ragioni di vita.

Vaschetto, nato a Torino nel 1931, all'età di 18 anni arriva nella Reale, diventando maestro elementare e diventando un punto di riferimento per tanti bambini.

Poi il concorso che gli ha permesso di diventare Direttore Didattico, occupandosi di tutte le scuole elementari e degli asili cittadini. Un incarico di grande responsabilità, visto che doveva coordinare tutte le maestre e tutti i maestri, i bambini, i genitori e il personale scolastico in un'epoca dove non c'erano telefonini, tablet e qualsiasi altro mezzo elettronico che potesse alleviare il carico lavorativo quotidiano.

Il suo nome è legato anche all'Irrsae, ovvero l'Istituto Regionale di Ricerca, Sperimentazione e Aggiornamento Educativi del Piemonte, Ente pubblico istituito a livello nazionale negli anni '70 per supportare la scuola e il corpo docente, e del quale è stato a lungo dirigente.

In quegli anni, Vaschetto ha portato avanti la "battaglia" che ha portato alla nascita del "tempo pieno", che ha rivoluzionato il modo di pensare e di "fare scuola" e che ancora oggi è un vero e proprio caposaldo.

È stato anche nell'Enam (Ente Nazionale Assistenza Magistrale), la cassa previdenziale del comparto docenti, così come sindacalista per la Cisl-Scuola ed è sempre stato un iscritto dell'Anpi.

Ma il suo impegno è andato anche oltre. Perché è stato il primo presidente, nonché uno dei soci fondatori, dell'Unitre Venaria, che ha guidato dal 1986 fino al 1990.

Finita qui? No. Perché Vaschetto, anima di sinistra (Pci, Ds, Vivere Venaria) tra il 1990 e il 2000 è stato consigliere comunale ma anche assessore alla Cultura.

«Un uomo con il sorriso sempre stampato sul volto, ironico, pungente, determinato. Un marito e un padre esemplare. Con lui potevi parlare di tutto. Fino a poco tempo fa, quando ancora lo portavamo a fare dei giri per la sua Venaria, ogni volta incontrava qualche suo ex allievo. E ogni volta tornava a casa con il sorriso, felice per quell'incontro e felice per qualche ricordo che affiorava nella sua testa», lo ricordano le figlia Ilaria e Lia, frutto dell'amore con la sua amata moglie Ezia, scomparsa prematuramente tanti anni fa.

«Il suo metodo nel fare lezione di storia mi ha indicato una via; la sua idea innovativa del modo di avvicinare i bambini alla lettura mi ha contagiata; il suo bel suggerimento di scattare una foto ad ogni alunno il primo giorno di scuola. E per questo aveva voluto che ogni classe fosse dotata di una macchina fotografica. Mi ha accompagnata fino alla pensione. E forse solo col passare degli anni ho compreso davvero quanto fosse moderna, professionale e al contempo umana, la sua visione del fare scuola», lo ricorda con affetto e commozione, la collega Paola Caramassi.

I funerali verranno celebrati domani, venerdì 6 novembre 2026, alle 10.15, nella parrocchia di Santa Maria, in piazza dell’Annunziata. Al termine della funzione, il viaggio verso il Tempio di Mappano, per il rito della cremazione.

La recita del Rosario questa sera, giovedì 5 novembre 2026, alle 18, sempre nella parrocchia di Santa Maria.