La qualità dell’aria nel territorio metropolitano torinese continua a migliorare, ma la strada verso un ambiente più salubre è ancora lunga. Nel 2025 dieci dei dodici inquinanti monitorati hanno rispettato i limiti di legge attualmente in vigore. Un risultato importante, che trova il suo dato più significativo nel biossido di azoto (NO₂): per la prima volta tutte le stazioni di rilevamento della Città metropolitana di Torino hanno registrato valori entro il limite annuale. Restano invece le criticità legate al particolato PM10 e all’ozono, che continuano a superare gli obiettivi previsti dalla normativa in diverse zone del territorio.
È quanto emerge dal rapporto «Uno sguardo all’aria 2025», realizzato dalla Città metropolitana di Torino in collaborazione con ARPA Piemonte e ora disponibile nella sua versione completa. Il documento analizza i dati raccolti dalla rete di monitoraggio e ricostruisce l’evoluzione dell’inquinamento atmosferico negli ultimi decenni, evidenziando i progressi raggiunti, ma anche le sfide da affrontare in vista dei nuovi limiti europei che entreranno in vigore entro il 2030.
L’analisi delle serie storiche conferma una progressiva diminuzione delle concentrazioni degli inquinanti, anche se il ritmo dei miglioramenti risulta oggi meno sostenuto rispetto al passato. Il 2025 si colloca, per molti parametri, tra gli anni con i livelli più bassi dall'inizio delle rilevazioni. Un risultato al quale ha contribuito anche l'andamento meteorologico, caratterizzato da precipitazioni più abbondanti e condizioni generalmente meno favorevoli all'accumulo degli inquinanti.
«I dati del Rapporto confermano un trend positivo per la qualità dell'aria nel territorio metropolitano. Per la prima volta tutte le stazioni della rete rispettano il valore limite annuale del biossido di azoto, un risultato importante che testimonia l'efficacia delle politiche di risanamento adottate negli ultimi anni», sottolinea Alessandro Sicchiero, consigliere delegato all'Ambiente della Città metropolitana di Torino. «Restano tuttavia aperte le sfide legate al PM10 e all'ozono, che continuano a richiedere un impegno costante da parte di tutte le istituzioni».
L'attenzione è rivolta soprattutto ai prossimi obiettivi fissati dalla Direttiva europea 2024/2881, che impone standard più stringenti da raggiungere entro il 2030. «I miglioramenti registrati non devono indurre ad abbassare la guardia. I nuovi obiettivi europei richiedono un cambio di passo e una visione integrata delle politiche pubbliche», prosegue Sicchiero, evidenziando il legame tra qualità dell'aria, cambiamenti climatici, tutela della salute, qualità della vita e coesione sociale.
La Città metropolitana intende quindi proseguire con interventi coordinati sulla mobilità sostenibile, sull'efficienza energetica degli edifici, sulla riqualificazione urbana e sulla riduzione delle emissioni, coinvolgendo Comuni, Regione Piemonte, ARPA e gli altri soggetti del territorio.
Anche il direttore generale di ARPA Piemonte, Secondo Barbero, invita a leggere i risultati in una prospettiva di lungo periodo. «I progressi sono evidenti e misurabili, ma il ritmo del miglioramento appare oggi meno rapido rispetto al passato». Barbero richiama inoltre il ruolo delle condizioni meteorologiche, che nel 2025 hanno favorito concentrazioni più basse, pur senza risolvere le criticità legate al PM10 e all'ozono.
Il bilancio è dunque positivo, ma non ancora sufficiente. La riduzione dell'inquinamento atmosferico dovrà proseguire con interventi strutturali e politiche sempre più incisive, per centrare i nuovi traguardi europei e garantire benefici concreti alla salute dei cittadini.


