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Ha aggredito l'assistente sociale a colpi di mazzetta, che aveva nascosto in uno zaino, perchè non avrebbe detto «sì» ad alcune sue richieste durante un colloquio.

È accaduto il 3 febbraio, attorno all'ora di pranzo, presso gli uffici messi a disposizione dal Comune di Venaria al Consorzio Cissa, realtà intercomunale che gestisce i Servizi Socio Assistenziali della zona.

Protagonista un 58enne di Venaria, arrestato con le accuse di violenza, minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

L’uomo ha ripetutamente colpito la professionista, alla presenza di una educatrice, che ha provato a far rinsavire e a disarmare il 58enne.

La donna è dovuta ricorrere alle cure ospedaliere: i medici hanno stabilito una prognosi di diversi giorni. Illesa, invece, l'educatrice ma in forte stato di shock.

Il 58enne, non contento, ha anche provato ad aggredire i Carabinieri della Compagnia di Venaria Reale. Inevitabilmente è scattato l'arresto. Ora l'uomo si trova ai domiciliari con obbligo quotidiano di firma.

La Cgil: «Ennesimo episodio di violenza»

«Un episodio di violenza – l’ennesimo - registrato nei confronti del personale di un servizio pubblico, evento che si somma ad altri avvenuti sempre nella pubblica amministrazione e nella sanità. Non il primo caso avvenuto negli spazi del Consorzio Cissa: lo scorso anno una dipendente era stata aggredita durante un colloquio.

Questi eventi devono essere letti nel loro insieme: in Piemonte, soprattutto nell’area Metropolitana di Torino, disagio sociale e povertà sono in crescita. Una situazione che ci porta a chiedere a Governo e Regione di intervenire, fornendo risposte concrete.

Risposte che mancano, se consideriamo i ritardi dei fondi nazionali e regionali destinati alla non autosufficienza e alla disabilità.

Esprimiamo forte preoccupazione per la possibilità che questi servizi, per la mancanza di risorse, vengano sospesi. Uno scenario simile acuirebbe un clima sociale già teso esponendo ulteriormente lavoratrici e lavoratori del settore pubblico a possibili episodi di natura violenta.

L'aumento delle aggressioni contro i professionisti, legata anche alla precarietà delle politiche sociali e all'indebolimento delle reti di supporto, necessita di un deciso e non più rinviabile impegno politico da parte delle istituzioni, che preveda un reale incremento strutturale del personale dei Consorzi capace di garantire modalità di lavoro che non isolino i professionisti e le professioniste.

Segnaliamo, inoltre, che ad aggravare la situazione dei dipendenti e collaboratori del CISSA manca una sede stabile, per il cedimento dell’intonaco nella sede di Via Zanellato, avvenuta a Giugno 2025.

Negli ultimi sette mesi il comune ha trovato soluzioni tampone inadeguate a garantire che l’erogazione dei servizi venisse fatta in spazi idonei alla tipologia di utenza. L’assenza di una sede fissa rende ancor più difficile l’accesso ai servizi sociali contribuendo ad esasperare ulteriormente persone già in difficoltà.

Crediamo che le forze politiche politiche, ognuna per il ruolo ricoperto e le proprie competenze, debbano farsi carico della situazione che si è venuta a creare, trovando soluzioni per contribuire al contenimento del disagio sociale, fornendo risposte alle persone più fragili e tutelando lavoratrici e lavoratori dei settori pubblici. Professionisti il cui ruolo è fondamentale nella società che, ogni giorno, lavorano tra enormi difficoltà generate proprio da scelte politiche miopi», denuncia la Cgil.