Quest’anno, nelle sezioni R ed S del liceo Juvarra di Venaria, sono ben nove gli studenti che hanno concluso i cinque anni di percorso scolastico ottenendo l’importante risultato di “100”.

Nella sezione “R” anche due “100 e lode”, ovvero Marta Montaldo e Riccardo Morieri. Mentre le altre due compagne hanno concluso la maturità con il cento: Erika Astegiano ed Elisa Bellero

Una maturità tutta orale, dove non è mancata l’esposizione di progetti a cui gli studenti hanno partecipato nel corso di questi anni.

"Questo mi ha dato più sicurezza ad affrontare l’esame e ha contribuito certamente alla valutazione e al voto finale. C'è stato tempo per poter chiedere tutto, anche per il percorso competenze trasversali. Io ho raccontato la mia esperienza al Cern di Ginevra. Invece per Costituzione e Cittadinanza ho esposto alcuni principi di bioetica. Cosa vorrò fare a settembre? Vorrei frequentare il Politecnico, in particolare l'indirizzo di Ingegneria biomedica”, spiega Marta Montaldo, di San Maurizio Canavese. 

Riccardo Morieri, che vive ai confini tra Venaria e Torino, vorrebbe “diventare un fisico e lavorare nell'ambito della ricerca”. Riccardo ha affrontato questa maturità "speciale" senza difficoltà: “Tutto sommato è stato un esame equilibrato, calibrato in base al nostro percorso. L’orale ci è sembrata una scelta opportuna visto che per tanti mesi non siamo stati presenti a scuola a causa dell'emergenza sanitaria. Alla domanda del percorso e competenze trasversali ho portato la mia esperienza delle olimpiadi di fisica che mi ha portato ad amare questa materia. Cosa rimane di questa maturità? Il fatto di festeggiare solo fra studenti in modo pressoché virtuale e di non aver visto i compagni il mattino. Spero più avanti ci possa essere una possibilità di una festa al liceo per vederci un’ultima volta tutti assieme, professori compresi”.

Tanta emozione invece per Elisa Bellero, di Caselle: "Sì, l'emozione è stata forte. Questa epidemia ci ha privati di momenti significativi a livello umano, come per esempio sostenere i propri compagni all'orale oppure, considerato che è l'ultimo anno di superiori, non poterli abbracciare o salutare. Vorrei iscrivermi a Scienze della comunicazione per poi abbracciare un lavoro nell'ambito dell'editoria o della comunicazione sociale".

Erika Astegiano, di San Maurizio Cavanese, ha un sogno nel cassetto: “Lavorare per il Cern di Ginevra. Non sarà facile ma ci proverò. Il liceo mi ha permesso di sviluppare l'interesse verso la fisica, così vorrei frequentare il Politecnico di Torino. Come è stato l’esame? Diverso, ma la nostra maturità è stata ugualmente importante, così come i nostri sforzi per completare il percorso. Quale progetto ho esposto? La gara di Zero robotics del 2018: una competizione di robotica aerospaziale in collaborazione con l'Iis Giulio Natta a cui sono arrivata terza”.

Per la sezione “S” ci sono stati cinque studenti che hanno raggiunto l’ambito traguardo del “100”: Aurora Paganelli, Alessia Frecchio, Nehal Said, Dennis Mortesi, Niccolò Bechis.

Il futuro della venariese Aurora Paganelli si divide tra Medicina e Biologia: “La speranza è di poter passare il test d’ingresso a Medicina. In alternativa proverò con Biologia. Come è stata la maturità? Non è stato facile prepararsi a distanza, anche se i professori ci hanno dato una grandissima mano in questi mesi. Il mattino dell’esame ero molto tranquilla proprio per questo motivo. Cosa ho portato? Il mio percorso di volontariato in una associazione di bambini che soffrono di autismo e, per Cittadinanza e Costituzione, l'articolo 38 e i diritti dei lavoratori”.

Una esperienza “unica”, la definisce Alessia Frecchio, di Balangero: “Abbiamo vissuto questi mesi con un po' d’ansia, perché non sapevamo come sarebbe stata la prova di maturità fino ai primi di giugno. All'orale, dopo aver discusso il compito di matematica e fisica, d'italiano mi è stato chiesto Pirandello. Per il percorso delle competenze trasversali, ho scelto di esporre la mia esperienza fatta in farmacia, che di fatto ha aiutato a orientare le mie scelte. Mi sto preparando, infatti per il test d'ingresso per Medicina. Voglio a tutti i costi, inoltre, continuare il mio percorso di volontariato alla Croce Rossa”.

Una maturità “sofferta e incerta” per Niccolò Bechis, di Borgaro: “E’ stato tutto diverso rispetto alle maturità di tanti nostri compagni o amici. Certo, avere una commissione interna ha permesso di avere una valutazione più completa, visto che i professori sapevano le nostre conoscenze pregresse, mentre un professore proveniente da un altro Istituto vede tutto con distacco. Se sono riuscito a ottenere un buon risultato nell'elaborato della nostra materia d'indirizzo è stato merito anche della professoressa di matematica che con lungimiranza e professionalità ci ha preparati nei mesi precedenti. Il mio progetto? Ho raccontato la mia esperienza in Gran Bretagna per apprendere l’inglese”. E ora spazio al futuro “voglio iscrivermi al Politecnico e, nel frattempo, spero di portare avanti i miei progetti sulla scrittura, una passione scoperta quest’anno”.

Il druentino Dennis Mortesi, infine, ricorda come questa maturità abbia tolto “il momento di socialità, il rito di essere tutti uniti all’orale, il confronto. Menomale che i professori ci hanno messo a nostro agio. Io ero molto agitato anche se il fatto che i crediti accumulati nel triennio avessero un peso del 70% del voto complessivo, mi ha poi rilassato. Il percorso di orientamento? Ho esposto quello sull'intelligenza artificiale che ho svolto presso la facoltà di Informatica, che sarà il mio percorso di studi universitari”.

Silvia Iannuzzi

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