Coldiretti Torino dice «no» al cambio di orario di vendita al Caat, il Centro Agro Alimentare di Torino che ha sede a Grugliasco, in strada del Portone.
«I consumatori hanno diritto a un cibo di qualità e la prima componente della qualità è la freschezza. Inoltre, un’idea del genere porterebbe alla fuga degli acquirenti in un momento delicato per il settore agroalimentare torinese», commenta il presidente Bruno Mecca Cici, nettamente contrario alla proposta di variazione di orario avanzata dal presidente di Fedagro Torino-APGO, Vittorio Rovetta, che vorrebbe posticipare l’orario di vendita nelle ore diurne.
Oggi l’apertura alle vendite è fissata alle 3.30 del mattino. Il sindacato agricolo, che al CAAT raggruppa la maggioranza dei produttori agricoli che vendono i loro prodotti per il sistema alimentare cittadino avvisa che «la conseguenza di variazioni radicali dell’orario, potrebbe essere l’abbandono del CAAT da parte di alcuni acquirenti che hanno già manifestato la volontà di rivolgersi a mercati all’ingrosso limitrofi aventi orari più confacenti alle loro esigenze». E ribadisce la totale contrarietà dei soci alla modifica dell’orario mercatale».
La reazione di Coldiretti Torino nasce dalle dichiarazioni del presidente di Fedagro Torino-APGO espresse in seguito al sopralluogo organizzato dalla III Commissione Consiliare della Città di Torino avvenuto il 30 gennaio 2026: Fedagro vorrebbe cambiare l’orario del mercato all’ingrosso CAAT entro il mese di aprile.
Al CAAT sono presenti 101 produttori agricoli e 76 grossisti. Le ragioni dell’opposizione al cambio di orario le spiega Simone Gili, rappresentante di Coldiretti nel CAAT. «Un orario di apertura del mercato all’ingrosso in orario mattutino o pomeridiano – dice - va ad interferire con i tempi dell’agricoltura e dell’allevamento. Le aziende agricole, che sono soprattutto a conduzione famigliare, si troverebbero in difficoltà nel reperire manodopera specializzata che li sostituisca con conseguente aumento dei costi di produzione. Inoltre, un’apertura del mercato in orario pomeridiano faciliterebbe il deperimento del prodotto in vendita: immaginiamo, per esempio, la fine che fanno gli ortaggi a foglia nei mesi estivi alle 14.00 del pomeriggio. E poi i mercati comunali dove va a finire la merce degli agricoltori del CAAT hanno orari mattutini. I commerciati comprano prima dell’alba per avere il prodotto fresco sul banco all’inizio dei mercati. L’acquisto in orario diurno significherebbe stoccare la merce in magazzini per poi ricaricare la merce sui mezzi per recarsi nei mercati: un ulteriore aggravio logistico per le ditte che hanno i banchi ai mercati che, come i produttori agricoli, sono spesso composte da nuclei familiari se non addirittura esclusivamente dal titolare, e che non hanno tempo di rifornirsi negli orari di vendita».
«Le aziende che rappresentiamo – aggiunge il presidente di Coldiretti Torino - gli operatori su area pubblica agricoli e commerciali, i produttori agricoli, i piccoli negozianti al dettaglio, non hanno espresso volontà di variazioni degli orari di apertura e vendite del centro perché consolidati in una routine quotidiana che tiene conto delle necessità aziendali, dei tempi di spostamento per raggiungere le aree mercatali nella provincia di Torino e in quelle limitrofe, degli orari di apertura al pubblico dei mercati e dei flussi di traffico presenti nell’area metropolitana».
Coldiretti Torino apprezza, invece, il lavoro di preparazione del nuovo Piano di sviluppo complessivo del CAAT. Uno strumento di visione che dovrebbe affrontare i rapporti con le filiere, i tempi dell’approvvigionamento alimentare di una area urbana popolata da oltre un milione di consumatori ma anche temi come la logistica integrata, la digitalizzazione e i servizi correlati.

