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Sono giorni di protesta, del tutto pacifica, per gli studenti e le studentesse dell'Istituto Dalmasso di Pianezza, che da ieri, mercoledì 28 ottobre 2026, e fino a tutta la giornata di domani, venerdì 30 ottobre 2026, saranno in sciopero per cercare di portare all'attenzione di tutte le Istituzioni, alcuni annosi problemi che riguardano la loro scuola.

In queste settimane caratterizzate da scioperi e occupazioni in tantissimi plessi scolastici superiori dell'area metropolitana, gli studenti della scuola di Agraria, Agroalimentare e Agroindustria e del Liceo Scientifico - Opzione Scienze Applicate hanno bloccato le lezioni e di dare avvio a una mobilitazione anche per le vie della cittadina per portare all'attenzione del territorio le proprie richieste e le preoccupazioni legate al mondo della scuola e alle prospettive per il futuro.

Un corteo partecipato, accompagnato da striscioni e cartelli, che dal Dalmasso si è dipanato fino al Comune, poi nel Centro Storico e, ancora, verso le scuole medie, il Mercatò, il campo da calcio Vito Scafidi (con un momento di raccoglimento in memoria dello stesso Vito) e fino alla caserma dei Carabinieri, attraverso il quale i ragazzi hanno voluto far sentire la propria voce, trasformando la protesta in un momento pubblico di rivendicazione e confronto.

Al centro della mobilitazione, la necessità di essere ascoltati e di vedere riconosciute le esigenze delle nuove generazioni, in un contesto scolastico nel quale, secondo i messaggi lanciati dagli studenti, non possono essere trascurati il benessere personale e la salute mentale.

Tra gli slogan comparsi durante la manifestazione, frasi dirette e significative: «Non siamo numeri, ma siamo voci da ascoltare», «Se ci togliete il futuro, noi blocchiamo il presente» e «La salute mentale vale più di un voto!».

Gli studenti hanno anche incontrato il sindaco Antonio Castello e il suo vice, Riccardo Gentile, per chiedere loro di farsi portavoce per i problemi strutturali all'interno del plesso: dal tetto vetusto che genera allagamenti in caso di pioggia a problemi di natura elettrica fino agli infissi che si staccano o che comunque portano a creare abbassamenti di temperatura nelle aule. E, ancora, intonaci che crollano a terra.

I giovani hanno voluto anche chiedere quando termineranno i lavori nella scuola e nella palestra: se conclusi in tempi celeri, potrebbero dare "respiro" alla vita scolastica, magari con il trasferimento di alcune classi, permettendo così la chiusura di quelle in condizioni "critiche".

Il sindaco Castello ha raccolto le istanze degli studenti e ora invierà una relazione a Città Metropolitana per chiedere anzitutto lumi sulle tempistiche di conclusione dei lavori in corso e, ancora, per rendere edotto l'Ente - sempre che non lo sappia già, e ci stupiremmo del contrario - delle problematiche strutturali denunciate dagli stessi studenti.