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I Carabinieri di Pianezza li avevano fermati, nel pomeriggio di giovedì 5 marzo 2026, per un semplice controllo a La Cassa, tra via Avigliana e via Don Carlo Terando.

Lungo il marciapiede di via Avigliana, i Carabinieri erano stati colpiti da un uomo che camminava a passo svelto con mascherina indossata e un paio di guanti, il quale, alla vista dei militari, saliva frettolosamente a bordo di un’utilitaria in sosta con le quattro frecce e pronta a darsi alla fuga.

Con il tentativo di eludere il controllo della pattuglia, il conducente dell’utilitaria ha speronato l’auto dei Carabinieri per poi cercare di scappare. I militari, grazie anche all’arrivo di altri equipaggi in supporto, sono riusciti a bloccare l’uomo e gli altri due soggetti rimasti all’interno dell’abitacolo.

Da un’accurata perquisizione personale e veicolare i Carabinieri hanno scoperto che l’auto era perfettamente predisposta a simulare, per fedele riproduzione acustica e visiva, un mezzo “civetta” in dotazione alle Forze dell’Ordine. Al suo interno sono stati infatti trovati sia un sistema di segnalazione riproducente la sirena bitonale che un lampeggiante con luci di colore blu, applicato su un’aletta parasole.

Numeroso è stato inoltre il materiale riposto nel bagaglio solitamente utilizzato per commettere furti e truffe, come: ricetrasmittenti, targhe contraffatte, smerigliatrici, palanchino artigianale in ferro, cesoia e tronchese.

Le tre persone, tra i 23 e i 47 anni, erano tutte già note alle Forze dell’Ordine con diversi precedenti alle spalle. Il sospetto che i tre avessero invece da poco commesso un furto è emerso dopo che i militari hanno notato una chitarra acustica ancora nella sua fodera, un sacchetto di monete per un ammontare di oltre 700 euro, alcuni monili in oro e una borsetta da donna.

Le immediate attività info-investigative hanno portato i Carabinieri a risalire a un furto commesso poco prima in una villetta ricadente nel vicino comune di Val della Torre, a danno di una famiglia. Il proprietario, avuto contezza del furto subìto, ha poi sporto denuncia e riconosciuto il materiale come proprio.

I tre uomini sono stati arrestati in flagranza di reato, in concorso, per “furto in abitazione” e “resistenza a pubblico ufficiale”. Sono stati invece denunciati in stato di libertà, sempre in concorso, per “danneggiamento aggravato”, “falsità materiale commessa da privato”, “possesso di segni distintivi contraffatti” e “possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli”.

Portati presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, sono ora a disposizione della Procura di Torino, che procede.