Illegalità diffusa nelle periferie di Caselle e Borgaro. Nelle scorse settimane, gli operatori di «Stop Animal Crimes Italia», Ente nazionale di denuncia e vigilanza zoofila, hanno effettuato controlli negli orti e nei terreni delle cittadine della prima cintura metropolitana.
Tra Caselle e Borgaro, gli investigatori zoofili hanno rinvenuto una grossa gabbia trappola con chiusura elettronica posizionato nell’area retrostante il campo di pannelli fotovoltaici e occultato da piante e bambù ovvero eseguito indagini disposte dalla Procura di Torino circa l’appartenenza, addebitata da uno dei proprietari degli orti inizialmente ad un cacciatore della zona.
In uno dei sopralluoghi eseguiti dalle guardie zoofile per compiere gli accertamenti delegati, una ruota dell’auto di servizio veniva danneggiata e, cosa peggiore, la gabbia trappola ritrovato distrutto, nonostante fosse stato posto in sequestro e delimitato dal nastro segnaletico.
Un gesto spregiudicato che mette in evidenza la caratura di soggetti dediti ancora oggi al bracconaggio e nelle cui trappole trovano spesso sofferenze e morte anche i nostri amici a quattro zampe.
Intanto proseguono le indagini per i gravi reati accertati, che vanno dalla caccia con mezzi vietati il danneggiamento fino alla violazione di sigilli.
I maltrattamenti verso gli animali, sono ancora molto diffusi sul territorio e questo molte ragioni, sia di natura culturale che legale; infatti, se da un lato i cani ed altri animali vengono considerati ancora oggetti o cibo e pelli, dall’altro lato le sanzioni sono ancora molto blande e non proporzionate al bene giuridicamente tutelato.

