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Nuovo capitolo della strage di colombi nelle campagne tra Borgaro e Caselle. Era lo scorso 20 aprile 2026 quando le associazioni animaliste denunciarono la morte in massa di tantissimi esemplari per cause ancora oggi poco chiare.

Oggi, martedì 5 maggio 2026, la Regione Piemonte, attraverso l'assessore Andrea Tronzano e il presidente Alberto Cirio, hanno annunciato un tavolo di confronto per superare i metodi cruenti nel controllo dei colombi, rivedere le linee guida regionali ferme al lontano 2008 e studiare nuovi metodi di allontanamento.

Soddisfatta la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Sarah Disabato:

«I fatti raccapriccianti a cui abbiamo assistito hanno scosso tutti, con numerosi animali feriti, soccorsi e portati dal veterinario ed altri morti in contesto urbano, sotto gli occhi dei cittadini. Il tutto tramite modalità operative disumane, con centinaia di spari in aree che ci sono state segnalate come non chiaramente delimitate e che, ovviamente, hanno generato paure tra i residenti dei due Comuni.

I piani di contenimento cruenti sono inutili, dannosi e inefficaci rispetto all’obiettivo di limitare la presenza di alcune specie nei centri abitati. Non risolvono il problema ed anzi ne creano altri: mettono a rischio da un lato il benessere degli animali, dall’altro la sicurezza delle persone. Sono, inoltre, un enorme spreco in termini di soldi pubblici.

Oggi, finalmente, sembra sia arrivato il cambio di passo. A Palazzo Lascaris l’assessore Tronzano, con risposta firmata dal presidente Cirio, ha aperto alla rivisitazione delle linee guida regionali sul contenimento dei colombi, riconoscendo la necessità di rivedere le modalità di intervento e aprire un tavolo di confronto con le associazioni animaliste e ambientaliste per individuare soluzioni condivise e più rispettose.

Si tratta di un segnale che va nella direzione giusta, ma serve concretezza. Il tavolo va convocato con urgenza, così da normare e applicare il prima possibile metodi efficaci e non cruenti di allontanamento della fauna urbana ed evitare che si verifichino fatti analoghi».