«Atti persecutori», «abuso psicologico», «molestie sessuali» e «violenze sessuali». Queste le accuse mosse a carico di Matteo Bonacina, classe 1984, atleta paralimpico di tiro con l’arco, nato a Bergamo ma da tempo residente a Rivoli, tesserato per la società «Arcieri delle Alpi» di Rosta e Rivoli, ora ai domiciliari dopo essere stato arrestato nella giornata di oggi, mercoledì 6 maggio 2026, dalla Polizia su disposizione della Procura di Roma.
Secondo l'accusa, Bonacina avrebbe molestato, a più riprese e in modalità differenti, sei donne: una allenatrice e sei atlete, alcune delle quali minorenni ai tempi dei fatti, in un periodo che va dal 2019 al 2024.
Tra i tanti episodi, uno si sarebbe verificato a Parigi nel 2024 durante le Olimpiadi estive, quando l'atleta sarebbe entrato nella camera di una compagna di squadra dopo che quest'ultima si era fatta una doccia, cercando un approccio palesemente sessuale e che sarebbe stato evitato grazie alla forza della donna che l'avrebbe respinto in ogni modo.
Tutto parte da una denuncia della Fitarco, la Federazione italiana di tiro con l'arco. Gli investigatori informatici del Centro Operativo di Torino della Polizia Postale, hanno anche visionato e analizzato i cellulari e i sistemi informatici dell'uomo: Bonacina avrebbe inviato alle donne svariati messaggi in chat come Whatsapp, Telegram e Messenger, corredati da foto e video di tenore sessuale.
«Un quadro di compulsività predatoria sessuale che appare non controllabile né arrestabile esercitata in maniera costante e reiterata verso numerose donne», si evince dall’ordinanza che, inoltre, precisa come Bonacina non si sarebbe fermato «neanche dinnanzi a denunce e segnalazioni», si legge nell'ordinanza.
Nel 2023 Bonacina aveva ritirato il «Collare d’oro al Merito Sportivo», la massima onorificenza del Coni, ovvero il Comitato Olimpico Nazionale Italiano.
Nel registro degli indagati c'è anche Guglielmo Fuchsova, direttore tecnico della Nazionale paralimpica di tiro con l’arco: avrebbe invitato le atlete molestate a non denunciare Bonacina, minacciandole di non essere più convocate e di non gareggiare più con la Nazionale.

