Le gengive gonfie rappresentano un segnale clinico frequente, spesso associato a fastidio durante lo spazzolamento, sanguinamento, dolore localizzato o sensibilità durante la masticazione. In molti casi, l'aumento di volume della gengiva deriva da un'infiammazione in superficie legata a placca e tartaro. In altre situazioni, la causa è un'irritazione di natura meccanica, una problematica dentale specifica o una condizione generale che rende i tessuti maggiormente vulnerabili.
Considerando che la stessa manifestazione può avere origini diverse, l'obiettivo è quello di riconoscere le situazioni più comuni. Solo in questo modo si possono così adottare delle misure iniziali concrete e si possono individuare facilmente i segnali che richiedono una valutazione odontoiatrica in tempi rapidi.
Dente del giudizio e gengiva gonfia nell'area posteriore
Tra le tipiche cause di gonfiore gengivale rientrano i disturbi legati al dente del giudizio, ad esempio quando il dente resta parzialmente coperto dalla gengiva. In presenza di spazio insufficiente, il molare può emergere solo in parte, lasciando un lembo gengivale sopra la corona. In quella zona si accumulano facilmente residui alimentari e si può verificare la comparsa di dolore e arrossamento.
Alcune persone riferiscono alito cattivo, difficoltà a masticare sul lato interessato o limitazione nell'apertura della bocca. Il dolore può irradiarsi verso mandibola e orecchio e questo può rendere meno semplice identificare l'origine.
In situazioni di questo tipo, è bene valutare con attenzione sintomi e cure per il dente del giudizio e ciò che conta è distinguere un'irritazione lieve da un'infezione in atto. Se il gonfiore aumenta rapidamente, se compare febbre o si percepisce sapore sgradevole, è indicata una valutazione che deve essere effettuata dal dentista. Il professionista può fornire indicazioni di igiene specifiche e, quando lo ritiene necessario, può prescrivere una terapia farmacologica.
Placca, tartaro e gengivite
La gengivite da placca è una delle cause più comuni delle gengive gonfie. Il biofilm batterico che si accumula lungo il margine gengivale irrita i tessuti, che diventano più rossi, più sensibili e più predisposti al sanguinamento. All'inizio i disturbi possono essere limitati a un lieve gonfiore e a sanguinamento durante lo spazzolamento o l'uso del filo interdentale.
In diversi casi, per la paura di far sanguinare la gengiva, l'igiene viene ridotta. Ma questa scelta tende a far peggiorare la situazione, perché la placca resta più a lungo a contatto con i tessuti.
Quando la placca mineralizza, si forma il tartaro. Questo non viene rimosso con lo spazzolino che si usa a casa e mantiene l'infiammazione attiva. L'igiene professionale eseguita dal dentista, in questa fase, è spesso necessaria per riportare i tessuti a una condizione più stabile.
Irritazioni locali e traumi
Un gonfiore gengivale può derivare anche da irritazioni locali non determinate da infezioni. Per esempio, uno spazzolamento eccessivamente energico, l'uso di setole rigide o i movimenti aggressivi sono tutte azioni che possono generare microtraumi e infiammazione.
Altri fattori sono rappresentati dai bordi taglienti dovuti alle fratture dentali, da otturazioni non ben rifinite o da protesi che esercitano pressione su un punto specifico. Chi utilizza apparecchi ortodontici fissi può osservare gonfiore nelle fasi iniziali o in presenza di aree difficili da pulire. In questi casi, la strategia più efficace consiste nel ridurre lo stimolo irritativo e far controllare dal dentista eventuali superfici ruvide. Se è presente una piccola lesione della mucosa, l'area tende a migliorare in pochi giorni. Se il disturbo persiste o peggiora, la visita è assolutamente indicata.
Quando rivolgersi al dentista
Una valutazione odontoiatrica è fondamentale se il gonfiore dura più di pochi giorni senza miglioramento, se aumenta progressivamente o se è associato a dolore intenso. Richiedono molta attenzione anche la presenza di pus, il sapore sgradevole persistente, la febbre, il gonfiore del viso o la difficoltà ad aprire la bocca.
Durante la visita, il dentista valuta gengive e denti, può cercare eventuali accumuli di tartaro, può controllare la presenza di carie, fratture o problemi nell'area del dente del giudizio, in modo da optare per il trattamento adeguato.


