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Sono giorni complessi per i lavoratori e le lavoratrici del cantiere della Metropolitana 1, che hanno indetto uno sciopero per protestare contro il mancato pagamento regolare delle retribuzioni e contro l'assenza di certezze sul proprio futuro occupazionale.

«Quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali Fillea CGIL Torino e Piemonte, Filca CISL e Feneal UIL rappresenta una situazione grave e inaccettabile per un'opera pubblica strategica attesa da anni dal territorio», commentano i rappresentanti regionali e locali di Avs, che rimarcano come «la tutela dei diritti dei lavoratori e il completamento della Metro 1 non sono obiettivi alternativi, ma devono procedere di pari passo. Garantire salari, certezze occupazionali e continuità dei lavori significa difendere allo stesso tempo chi realizza l'opera e l'interesse collettivo della comunità che da anni attende il completamento del collegamento fino a Cascine Vica».

«Quando un lavoratore non sa se e quando riceverà il proprio stipendio, significa che qualcosa si è rotto profondamente nella gestione dell'opera. Chiediamo che impresa e committenti forniscano immediatamente garanzie concrete sul pagamento delle retribuzioni arretrate e sulla continuità occupazionale. Difendere il lavoro significa anche creare le condizioni perché il cantiere possa proseguire e arrivare a conclusione senza ulteriori ritardi», dichiara Ilaria Loverso, capogruppo di Avs Collegno.

«La metropolitana è probabilmente l'investimento più utile che si possa realizzare oggi sul nostro territorio: riduce il traffico, migliora la qualità dell'aria, offre un'alternativa concreta all'auto privata e collega meglio migliaia di persone ai luoghi di lavoro e di studio. Per questo crediamo che le risorse pubbliche disponibili debbano essere orientate prioritariamente verso il trasporto pubblico locale, garantendo il completamento della Metro 1 e il finanziamento della futura Linea 2. Fa riflettere che mentre amministratori locali della Valle di Susa chiedono di concentrare gli investimenti sulla metropolitana e sul trasporto pubblico utilizzato ogni giorno dai cittadini, lavoratrici e lavoratori della Metro 1 siano costretti a scioperare per ottenere il pagamento degli stipendi. È la dimostrazione che le priorità vanno rimesse nell'ordine giusto», afferma Luca Petiti, presidente della VI Commissione consiliare.

Negli ultimi giorni il dibattito sulle priorità infrastrutturali si è riacceso anche a livello nazionale e regionale. Le prese di posizione di Marco Grimaldi e Alice Ravinale hanno evidenziato le crescenti incertezze che gravano sul progetto Torino-Lione, tra ritardi francesi, aumenti dei costi e dubbi sulla copertura finanziaria europea.

A queste si è aggiunta la recente richiesta dell'Unione Montana Valle di Susa e dei Comuni di Avigliana, Caselette e Sant'Ambrogio di Torino di attribuire la massima priorità al completamento della Linea 1 e alla realizzazione della Linea 2 della metropolitana, oltre che al potenziamento del trasporto pubblico locale.

«La vicenda del cantiere della Metro 1 dimostra che il tema delle priorità infrastrutturali non è una discussione teorica. Oggi abbiamo lavoratrici e lavoratori che attendono certezze sul proprio salario e sul proprio futuro, mentre un'opera strategica per tutta l'area metropolitana rischia ulteriori rallentamenti. Le due questioni devono procedere insieme: garantire il pagamento puntuale delle retribuzioni, la continuità occupazionale e il completamento della Metropolitana sono parte della stessa sfida. In un momento in cui i fondi pubblici sono limitati, riteniamo necessario concentrare gli investimenti sulle infrastrutture che migliorano concretamente la vita delle persone e che possono offrire benefici immediati a cittadini, pendolari e lavoratori», dichiara Roberto Bacchin, assesssore all’Ambiente e alle Politiche Sociali del Comune di Collegno.

Conclude Enrico Manfredi, Presidente del Consiglio Comunale di Collegno: “In questa direzione va anche la recente presa di posizione dell'Unione Montana Valle di Susa e dei Comuni di Avigliana, Caselette e Sant'Ambrogio, che hanno chiesto di ridefinire le priorità infrastrutturali in Piemonte attribuendo la massima priorità al completamento della Linea 1 e alla realizzazione della Linea 2 della metropolitana, oltre al potenziamento del trasporto pubblico locale. Una richiesta che condividiamo pienamente e che assume ancora maggiore valore alla luce delle difficoltà che stanno coinvolgendo il cantiere di Collegno. Le risorse pubbliche devono essere indirizzate verso le opere che migliorano concretamente la vita quotidiana di cittadini, pendolari e lavoratori, garantendo al tempo stesso occupazione, mobilità sostenibile e qualità della vita.”

Anche il Movimento 5 Stelle, attraverso la capogruppo Sarah Disabato, ha presentato una interrogazione regionale «che va ad aggiungersi ad altri atti e alla mia richiesta di sopralluogo per visionare i lavori. Non solo, cittadini e attività economiche continuano a subire i disagi legati alla presenza di questo cantiere infinito. Ci aspettiamo un tavolo in Regione volto a gestire tutte le problematiche connesse ai ritardi nella realizzazione dell’opera»