Un uomo di 60 di Collegno e una donna di Pino Torinese, soci in affari e compagni nella vita, sono stati arrestati in queste settimane per «truffa ai danni dello Stato», «falsa attestazione» e «autoriciclaggio».
Stante l'indagine della Guardia di Finanza, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore Dolce e dal sostituto procuratore Giovanni Caspani, i due (difesi dai legali Roberto Capra, Lucrezia Gilestro, Lorenzo Imperato e Francesca Magagna) avrebbero simulato interventi di ristrutturazione (tra cui il bonus 110% e non solo) in diversi stabili di Torino e provincia ma, all'atto pratico, nessun intervento è stato poi realizzato.
L'obiettivo era semplice: incassare il credito d'imposta in maniera indebita, circa 1.8 milioni di euro, cedendolo poi ad altre aziende per ottenere soldi «veri», liquidi.
L'indagine riguarda il periodo tra il 2021 e il 2024 e, stante gli inquirenti, i due avrebbero dato vita a cantieri fittizi, con tanto di atti falsi come quelle delle delibere delle riunioni di condominio. Il tutto affidando i lavori a società fantasma, gestite direttamente dai due.

