Utilizzavano i documenti di identità e gli estremi delle carte di credito di ignari cittadini per acquistare sim telefoniche o costosi cellulari. 

E' quanto hanno scoperto i carabinieri di Grugliasco dopo una indagine condotta tra settembre 2018 e novembre 2019, coordinata dalla procura di Torino, con quattro italiani finiti in carcere per "associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa, sostituzione di persona, indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito". Si tratta di un rivolese, ora residente a Torino, del 1989; un collegnese classe 1971; una torinese del 1979 e un torinese del 1991. 

Altre nove persone, tutte di nazionalità italiana, sono invece state indagate a piede libero a vario titolo per aver fatto parte della banda o per aiutato nel compiere una o più truffe.

Per i militari, lo schema della truffa era quello di attivare contratti di telefonia con piani rateali che prevedono la consegna dei beni senza l’esborso immediato di denaro. Questo consentiva di rivendere i prodotti a terze persone, prevalentemente all’estero, prima che il reale intestatario della carta di credito usata potesse accorgersi dell’addebito.

Complessivamente i carabinieri hanno documentato l’acquisto di 63 smartphone e 67 schede telefoniche con un danno patrimoniale di 55mila euro per 5 titolari di negozi di telefonia nonché per gli inconsapevoli intestatari dei contratti telefonici.

 

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