Galleria fotografica

Un uomo buono. Un gran lavoratore. Un padre sempre presente con i suoi figli. Un "ragazzone" che amava le moto e la fotografia e che non ha mai perso la voglia di sorridere, anche quando ha dovuto fare i conti con la malattia.

Si potrebbe riassumere così Massimo Buja, scomparso in questi giorni a soli 54 anni dopo aver battagliato a lungo con un tumore che lo ha strappato alla vita troppo presto.

Nato a Venaria nel 1971, lavorava in una ditta metalmeccanica di Borgaro.

Nel tempo libero, oltre a passare tempo con i figli e con gli amici, amava andare in giro con la sua moto per le strade del Torinese, del Piemonte e d'Italia. Assieme all'altra sua passione, la fotografia. E, ancora, aveva anche iniziato ad andare in bici, perchè Massimo non riusciva mai a stare fermo.

E quando venivano organizzate, partecipava con tanta allegria e vitalità ai ritrovi dei coscritti della sua leva.

«Faccio fatica a credere che anche tu sia volato in quell'angolo di cielo riservato a chi in terra,con tanta fatica e buona volontà ha dato un bellissimo insegnamento di bontà e pacatezza. Grazie di tutto caro Amico, proteggici da lassù», lo ricorda con affetto il suo amico Massimo.

«E così lassù qualcuno ha deciso di donarti le ali per darti la libertà di volare. Ora vola libero come sempre hai desiderato ma mi raccomando, adesso ti resta un compito importantissimo, stare sempre al fianco dei tuoi splendidi ragazzi», questo il messaggio di addio di un'altra sua amica, Milly.

«Caro Massimo sarai sempre nel mio cuore e ti penso finalmente libero, in aria guidando uno dei tuoi modelli, tra le curve con la tua moto, cucinando bracciole alla casa camomilla o camminando per sentieri di montagna. Il ritmo dei passi ti accompagnerà la verso gli orizzonti lontani. Buon viaggio», questo il ricordo di Elena.

Massimo Buja lascia la mamma Nadia; la moglie Alda; i figli Emanuele e Irene; la sorella Barbara con Fulvio; le nipoti Giulia e Ilaria.

I funerali si sono celebrati questa mattina, sabato 9 maggio 2026, nella chiesa di San Francesco. Al termine della funzione, l'ultimo viaggio verso il tempio di Mappano per il rito della cremazione.