GIVOLETTO - Susanne Raweh, la «nonna bambina» sopravvissuta alla Shoah - LE FOTO

| Aveva solo 4 anni quando cominciava a nascondersi per non farsi prendere dai nazisti e la sua storia la conosce grazie anche agli appunti che annotava la sua mamma, perché era molto difficile per loro parlare di quei tragici giorni.

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GIVOLETTO - Susanne Raweh, la «nonna bambina» sopravvissuta alla Shoah - LE FOTO
Sabato mattina, 18 gennaio 2020, nella sala consiliare del Comune di Givoletto, molte persone si sono radunate per accogliere calorosamente ed affettuosamente Susanne Raweh, conosciuta come la "nonna bambina”, sopravvissuta alla Shoah, alla quale è stata consegnata una targa per il riconoscimento della cittadinanza onoraria per la sua diretta e profonda testimonianza rivolta ai bambini della scuola e a tutti coloro che hanno ascoltato la sua esperienza di sopravvivenza ai lager nazisti.

Susanne Raweh, classe 1938, nata a Bucarest, padre medico moldavo e madre polacca, vive a Torino.

Aveva solo 4 anni quando cominciava a nascondersi per non farsi prendere dai nazisti e la sua storia la conosce grazie anche agli appunti che annotava la sua mamma, perché era molto difficile per loro parlare di quei tragici giorni.

Durante la sua permanenza nei campi di concentramento lei improvvisava spettacoli, cantava e ballava per alleggerire quelle giornate in cui regnava la paura, fame e la sete.

Tante sono le storie che ha ascoltato anche dai sopravvissuti e dalle famiglie, infatti ha fatto parte dell'associazione Amcha, centro per il supporto psico-sociale che si occupava di persone che si trascinavano stai di salute come incontinenza, insonnia e digestione, legati a ciò che emotivamente avevano vissuto; trovando però molta difficoltà nel capirli e farsi capire, perché l'olocausto non può essere spiegato.

Tutt'ora Susanne viene chiamata nelle scuola e nelle TV come testimone della Shoah, le è stato chiesto addirittura di dare lezione ai docenti perché loro stessi non ne sanno molto.

Ha scritto un libro, con l'aiuto della figlia, colei che le ha proposto di farlo per mantenere "viva" la memoria di quella esperienza facendola raccontare a lei che è l'unica a poterlo fare, per i nipotini e per tutti i bambini.

Ma lei il libro lo aveva scritto in versi ebraici, che sono stati poi illustrati con dei disegni, così è nato alla fine un libro per bambini, di cui una copia l'ha consegnata personalmente al museo della Resistenza di Torino.

Susanne da tempo ha conquistato l'affetto dei bambini della scuola di Givoletto, delle maestre e dell'intero paese, perché riesce a parlare ai giovani come se fossero i suoi nipoti, riuscendo a trasmettere con gli occhi, il cuore ed i sentimenti, ciò che ha vissuto a causa del mondo impazzito per l'odio e la violenza. Lei rappresenta il futuro, perché con la sua testimonianza lo si può costruire partendo dalle radici della storia. "L'albero della memoria esiste... E ci insegna a progettare un futuro migliore" afferma la maestra Donatella Tuberga.

Infatti le viene riconosciuta la cittadinanza onoraria per dare un senso ed un significato alle radici di cui parliamo: sostegno, sicurezza, stabilità e nutrimento.

Susanne collabora con l'istituto comprensivo di Druento dal 2014, nel 2016 è stato elaborato un progetto significativo, quello dell'Arazzo "come una chioma", un albero su cui proprio lei ha incollato la prima foglia rossa.

Nel 2018 è stata inoltre allestita una mostra didattica intitolata "con gli occhi dei bambini", in collaborazione con Maria Grazia Gallio, Marisa Mosca, Ilaria Tripaldi e Amanda Ventura, grazie alla quale è avvenuto il messaggio di risposta di ciò che i bambini stessi avevamo appreso, in quanto la mostra rappresentava proprio le loro immagini, i loro pensieri e parole, emozioni... che per 15 anni hanno elaborato con l'ascolto della storia di Susanne.

La sua preziosa testimonianza farà sì che i bambini di oggi non permetteranno che il mondo impazzisca, come era stato al tempo della Shoah, afferma la maestra Donatella Tuberga durante la presentazione.

Inoltre l'intervento della figlia di Susanne, presente in prima fila col fratello ed il nipote di Susanne, venuti dalla Francia e da Israele, che ha raccontato come vivono "i giorni della memoria" della Shoah, per fare capire meglio ai bambini ciò che è stato vissuto in passato dai 6000 ebrei che vennero uccisi dai nazisti.

Momento di commozione da parte della figlia di Susanne che con voce tremante ha raccontato che suo figlio, di soli 4 anni, tornando dall'asilo, aveva espresso l'odio verso i tedeschi dopo aver sentito il suono della sirena, come esattamente avveniva a quei tempi.

I bambini della 5a A e 5a B hanno omaggiato Susanne con una poesia ed un canto, emozionano tutti, come il momento in cui la maestra Donatella, commossa, ha stretto in un lungo abbraccio la "nonna-bambina" esperimento l'affetto che la lega a lei.

Sia Susanne che la figlia hanno ricevuto due colorati bouquet, oltre la targa, simbolo di ringraziamento ed ammirazione.

Presenti oltre al sindaco Azzurra Mulatero ed agli assessori, la referente del plesso Manuela Morabito, entrambe le classi quinte con le insegnanti Donatella Tuberga e Laura Fornasari, le maestre di 4a A Daniela Lupo e Chiara Lisa ed altre insegnanti della scuola elementare di Givoletto.

La celebrazione si è conclusa con i saluti a Susanne, da parte di bambini che la abbracciavano e la baciavano con affetto e stima per ciò che riesce a trasmettere di quella violenza e di quell'odio che fortunatamente non viviamo più nei nostri giorni.....l'olocausto.

Foto e servizio di Sara Accardo

 

 

 



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