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L'inaugurazione è prevista per questo venerdì, 19 giugno 2026, alle 10, nella zona tra via Italia e la strada provinciale 2 che porta a Caselle.

È lì, alla periferia di Borgaro Torinese, che sorgerà il nuovo campo fotovoltaico da 3,5 megawatt realizzato dall’ESCo torinese Coesa per Blu Way (società del Gruppo Rete S.p.A.).

Avrà una potenza di picco pari a 4 MW entro l'estate, per una produzione annuale garantita di energia pulita pari a 5 GWh.

Al taglio del nastro sarà presente il sottosegretario alla presidenza della Regione Piemonte, Claudia Porchietto. Con lei Marco Lucà per Blu Way, Teseo Bastia per Gruppo Rete e Federico Sandrone per Coesa.

Non ci sarà nessun amministratore di Borgaro. Il motivo? Presto detto: l'opera non è piaciuta. E lo hanno ben spiegato in un comunicato stampa:

«Un parco fotovoltaico, realizzato malgrado la volontà contraria del Comune che però, a causa delle normative nazionali, non ha potuto in alcun modo impedirlo, Si comunica che non intendiamo partecipare all'inaugurazione in quanto si ritiene che il parco fotovoltaico abbia depauperato e irrimediabilmente danneggiato il patrimonio ambientale di Borgaro.

Il parco sorge su un’area agricola di pregio che costituiva per la nostra Città un enorme patrimonio ambientale e soprattutto paesaggistico in quanto ubicata alle porte di accesso della Città e conservava, da secoli, intatta, la sua caratteristica agricola e rurale.

Non riscontriamo alcun beneficio né per la comunità locale né per l'amministrazione comunale e pertanto non ci uniamo all’entusiasmo nel considerare l'intervento da inaugurare come qualificante per la nostra Città. Riteniamo piuttosto un’operazione finanziaria fatta in “nome dell’ambiente” per la quale gli enti superiori come Regione e Governo avrebbero dovuto, e dovrebbero porre, dei forti limiti onde evitare che altre città e altri territori debbano patire la violenza subita dalla nostra Città come questa cicatrice indelebile».