Hanno finalmente un volto e un nome gli autori del colpo alla banca Unicredit di Volpiano, dove era esploso il bancomat nella notte di sabato 28 marzo 2026 in piazza XXV Aprile.
Si tratta di tre italiani, del meridione, in «trasferta» a Torino. Altri due uomini sono stati denunciati. Per i militari dell'Arma, tutti e cinque farebbero parte della stessa banda che nel corso degli ultimi mesi ha preso di mira, in tutta l'area metropolitana, i bancomat Unicredit.
Come quelli di Robassomero, Borgaro e Druento.
I Carabinieri della Compagnia di Venaria Reale sono riusciti ad arrestarli durante la stessa notte, mentre erano in fuga nella zona di corso Venezia a Torino, a ridosso dell'autostrada Torino-Caselle. I malviventi, dopo aver asportato parte del contenuto dello sportello automatico, si sono dati alla fuga a bordo di un'autovettura di grossa cilindrata con targa contraffatta, dirigendosi verso il capoluogo torinese.
Le due esplosioni sono state udite distintamente dai residenti che, altamente preoccupati, hanno segnalato subito l’evento alla Centrale Operativa. La pronta allerta dei militari impiegati in servizio preventivo sul territorio - vista la recentissima recrudescenza di questa tipologia di delitti – ha consentito di intercettare il veicolo di grossa cilindrata a Torino, nei pressi di Corso Venezia. Dopo un tentativo di fuga a piedi, tra la fitta boscaglia adiacente alla vicina rete ferroviaria che corre lungo il Raccordo autostradale Torino - Caselle, i militari dell’Arma sono riusciti a bloccare e a immobilizzare i fuggitivi.
Nel corso delle operazioni di polizia giudiziaria sono state recuperate le banconote sottratte all’istituto di credito. Inoltre, i militari hanno sequestrato l’autovettura, con le targhe contraffatte, utilizzata per mettere a segno il colpo e un’altra auto sulla quale sono stati identificati due uomini denunciati in stato di libertà. Nell’auto usata per l’assalto sono stati rinvenuti due estintori, impiegati per la gestione delle fasi esplosive, ed una scatola contenente chiodi a tre punte, utili per garantirsi la fuga se inseguiti dalle forze dell’ordine. Lungo la via di fuga percorsa a piedi sono stati recuperati e sequestrati passamontagna, torce, accendini controvento, guanti e materiale tecnico strumentale alla commissione del reato.
Gli arresti sono stati convalidati dal gip del Tribunale di Torino che ha disposto la misura cautelare in carcere e, contestualmente, la trasmissione del procedimento alla territorialmente competente Procura della Repubblica di Ivrea.

