È una «figlia d'arte» la donna di 45 anni che qualche giorni fa è stata arrestata dai carabinieri della Compagnia di Venaria a Borgaro subito dopo aver intascato 200 euro in contanti che poco prima un commerciante borgarese le aveva consegnato per pagare una delle rate di un prestito.

L'usuraia è infatti figlia di un noto usuraio di Borgaro, che nel gennaio scorso la Divisione Anticrimine della Polizia di Stato aveva confiscato - tra Borgaro e Caselle - oltre 500mila euro tra case e auto.

Per gli inquirenti, il commerciante un anno fa, preso dalla disperazione, aveva chiesto un prestito alla donna. Una cifra "irrisoria": 500 euro.

Ma in un anno, quei 500 euro erano diventati 2.500 euro. E così, il commerciante si era confidato con qualche amico, che lo avevano invitato a denunciare l'accaduto ai carabinieri, che iniziano così ad indagare. 

Il pm Valentina Bossi della procura di Ivrea, che coordina l'indagine, dopo aver sentito la vittima, ha deciso che era il momento di agire. Per evitare che finisse come la volta precedente, quando un'altra vittima si fece prestare 3.800 euro in due momenti differenti. Ma i tassi applicati, del 200% in un caso e del 600% nell'altro, fecero diventare la cifra finale vicina ai 20mila euro. Con la vittima di turno che aveva anche pensato più di una volta di farla finita per la paura di non riuscire a pagare la rata mensile. 

E così, qualche giorno fa, i carabinieri del nucleo operativo organizzano l'incontro esca. E appena la donna riceve la "rata", ecco che entrano nel locale e fanno scattare le manette ai polsi per usura. Ponendo fine alla drammatica vicenda. 

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