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«Sono totalmente contrario ai circhi che utilizzano gli animali. Non sono e non devono essere strumenti di intrattenimento».

Questo il pensiero del sindaco di Venaria Reale, Fabio Giulivi, che oggi, venerdì 25 settembre 2026, ha voluto fare delle precise puntualizzazioni in merito a una vicenda che aveva fatto discutere, e non poco, la Città nei mesi scorsi, con il Circo Medini che prima attaccò Palazzo Civico, salvo poi essere denunciato dalle associazioni animaliste per maltrattamenti e molto altro.

E lo ha fatto dopo aver visto una trasmissione televisiva - Geo, in onda su Rai 3 - in cui si parlava dei circhi che utilizzano animali e di possibili episodi di maltrattamento.

«Questa vicenda offre l’occasione per raccontare ciò che accadde quando arrivò a Venaria la richiesta di ospitare un circo con animali e per ribadire con chiarezza la mia posizione.

Li considero una forma di intrattenimento anacronistica, non più compatibile con la sensibilità e con il rispetto che oggi dobbiamo riconoscere agli animali. Da genitore non troverei alcuna valida motivazione per protare i miei figli ad assistere ad un simile "spettacolo".

Quando arrivò la richiesta di installare il circo a Venaria, espressi questa contrarietà anche alla mia Giunta e chiesi agli uffici di effettuare tutti gli approfondimenti e i controlli necessari.

Dalle verifiche tecniche emerse, tuttavia, che il Comune non disponeva degli strumenti giuridici per impedire o ostacolare un’attività ancora consentita dall’ordinamento nazionale.

Gli uffici esaminarono attentamente la documentazione e verificarono la presenza dei requisiti previsti. Al termine dei controlli, in assenza di motivazioni giuridiche che consentissero un diniego, fu necessario rilasciare le autorizzazioni.

Una decisione differente, fondata esclusivamente sulla nostra contrarietà politica all’utilizzo degli animali, sarebbe stata facilmente impugnabile e avrebbe esposto il Comune a ricorsi e possibili conseguenze giudiziarie ed economiche. In quelle settimane, una compagnia circense ci accusò di ostacolare il loro diritto al lavoro, non agevolando l'insediamento delle attività itineranti, scrivendo persino alla Prefettura e alla Regione.

In quei giorni incontrai personalmente cittadini e rappresentanti delle associazioni animaliste. Spiegai loro con la massima trasparenza che, pur condividendo le loro preoccupazioni, il Comune non poteva introdurre autonomamente un divieto che la legge nazionale non prevedeva. Un provvedimento di questo genere sarebbe stato quasi certamente superato da un ricorso.

A distanza di alcuni mesi sono state diffuse dalla stampa indiscrezioni riguardanti presunte irregolarità e violenze. Su questo punto è necessario essere molto chiari: si tratta di notizie che dovranno essere verificate dagli inquirenti e non spetta a noi formulare giudizi, anticipare conclusioni o attribuire responsabilità.

Prima siamo stati accusati di ostacolare un’attività d’impresa; successivamente, alcuni cittadini ci hanno chiesto perché avessimo autorizzato il circo.

Ma noi abbiamo agito con responsabilità, buonsenso e rispetto delle norme. Anche quando queste non coincidevano con le nostre convinzioni.

Il punto giuridico deve essere molto chiaro: l’ordinamento nazionale consente ancora purtroppo l’utilizzo degli animali negli spettacoli circensi e un Comune non può vietarlo autonomamente.

Il Comune può e deve controllare la regolarità della documentazione, verificare il rispetto delle prescrizioni e segnalare eventuali violazioni alle autorità competenti. Non può però introdurre un divieto che la legge nazionale non contempla.

La nostra posizione non lascia comunque spazio ad ambiguità: la mia Amministrazione è contraria all’utilizzo degli animali nei circhi. Lo rivendico con forza, nonostante oggi la legge nazionale continui a consentirlo.

Per cambiare davvero le cose è necessario un intervento del Parlamento che superi definitivamente l’utilizzo degli animali negli spettacoli circensi e fornisca ai Comuni strumenti chiari e giuridicamente efficaci», conclude Giulivi.