Quale futuro per la Metropolitana di Torino? Tra qualche luce e molte ombre, la Commissione regionale Trasporti, presieduta da Mauro Fava, nella giornata di ieri, mercoledì 18 febbraio 2026, ha fatto visita al cantiere della Metro, tra Collegno e Rivoli.
«L’apertura al pubblico del prolungamento della linea metropolitana 1, verso Collegno e Rivoli, è prevista alle attuali condizioni per la fine del 2027», è stato riferito nel corso del sopralluogo della seconda Commissione.
Al sopralluogo hanno partecipato, oltre al presidente, Paola Antonetto, Marina Bordese e Roberto Ravello (Fdi), Gianna Pentenero, Monica Canalis, Nadia Conticelli e Laura Pompeo (Pd), Sarah Disabato e Alberto Unia (M5s).
La stessa Commissione ha verificato come il cantiere sia aperto e una quarantina di operai siano al lavoro. La delegazione è scesa all'interno della stazione Collegno Centro, la seconda stazione del prolungamento Ovest della linea 1 situata su corso Francia dopo Certosa e prima di Leumann e Cascine Vica.
A ricevere i commissari sono stati i rappresentanti di InfraTo e della ditta appaltatrice che hanno spiegato che l’opera è arrivata attorno al 75-80% del completamento. All'interno di questo appalto e in previsione del prolungamento del percorso, al fine di garantire le attuali frequenze sono state acquisite 4 nuove vetture con altre 12 opzionali in attesa di finanziamenti che si aggiungerebbero agli attuali 29 treni. Il costo per ciascun treno è attorno ai 10 milioni di euro mentre, il necessario nuovo sistema di segnalamento wireless, che costa 175 milioni, fornisce le istruzioni ai convogli per la marcia.
Le nuove stazioni sono concepite con particolare riguardo anche per le persone con ridotta mobilità e ipovedenti. Sono dotate di doppio ascensore in modo da permettere un attraversamento di corso Francia sicuro ad ogni tipologia di utenza. Accanto all'appalto per la realizzazione dell'opera è stato illustrato anche quello che riguarda la migrazione dal vecchio sistema di segnalamento analogico al nuovo sistema CBTC digitale. Il nuovo sistema, oltre che nella tratta in costruzione, è in fase di installazione anche nella tratta in esercizio.
Il sistema Val, attualmente in esercizio, con le porte in banchina è considerato molto sicuro e la disponibilità dei treni, che corrono su gomma è del 98-99%. Le nuove carrozze saranno intercomunicanti e saranno dotate di moderni pannelli a led per la comunicazione ai passeggeri. Il sistema Val consente di superare dislivelli del 6% e, per via delle dimensioni più ridotte dei treni, di avere gallerie e stazioni più compatte rispetto alle metropolitane tradizionali.
I pentastellati Sarah Disabato e Alberto Unia hanno chiesto chiarimenti «in merito al cronoprogramma dei lavori, per il quale si temono drastici allungamenti delle tempistiche a causa della crisi della Italiana Costruzioni Infrastrutture Spa (ICI), società capofila dell’appalto per portare la linea fino a Rivoli. Entro fine febbraio il Tribunale del Lavoro si esprimerà sulla proposta di concordato avanzata dalla ICI. In caso di accettazione del concordato, si ipotizza di attivare le nuove fermate entro fine 2027 (con tre anni di ritardo rispetto all’ipotesi iniziale). In caso contrario si procederà con un nuovo bando per l’affidamento dei lavori, con tempistiche ulteriormente dilatate. Ciò inciderebbe anche sugli esercizi commerciali e artigianali della zona interessata dal cantiere, per i quali proporremo alla Giunta Cirio di prevedere nuovi ristori.
Resta però ancora da sciogliere il nodo dei dodici nuovi treni che bisognerà acquistare per garantire tempi di percorrenza adeguati sulla linea. Dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non è arrivato ancora un euro degli almeno 148 milioni necessari (una cifra che, con il “caro materiali”, potrebbe superare anche i 200 milioni). Fondi che il Governo deve sbloccare il prima possibile per evitare altri ritardi.
Continueremo a monitorare la vicenda con attenzione e chiederemo aggiornamenti puntuali sui lavori, affinché i cittadini non siano costretti a subire ulteriori disagi».
Avs, attraverso, Alice Ravinale, ha pungolato il Ministro Salvini: «È stato annunciato che i lavori per il prolungamento a Cascine Vica della Metro 1 non finiranno prima del 2027. Il concordato preventivo della società che gestisce l'appalto è certamente una questione che non poteva essere prevista, ma il problema è che quei lavori avrebbero dovuto concludersi nel 2024 e questo non è successo perché il Ministero non ha voluto finanziare l'opera a fronte dei rincari nel frattempo intervenuti.
È dal 2023 che denunciamo la mancanza di fondi per concludere i lavori e far funzionare la tratta. Per lungo tempo sono mancati 26 milioni di Euro per la chiusura del cantiere: soldi infine investiti dal Comune di Torino, grazie ai risparmi sulla tratta Lingotto - Bengasi, dopo due anni di attesa vana di risposta da Salvini.
Continuano invece a mancare, come denunciamo da anni anche dal Consiglio Comunale di Torino, 145 milioni di Euro per l'acquisto dei treni, cosa che impedirà il corretto funzionamento della linea una volta conclusi i lavori. Non è accettabile che tutto questo dipenda dallo stesso Ministero che ritiene prioritaria la realizzazione della bretella TAV Avigliana - Orbassano, che costerà 121 milioni di Euro a km e con un investimento ministeriale previsto di 1 miliardo dal Fondo per il Trasporto Rapido di Massa - esattamente lo stesso fondo che dovrebbe servire a finanziare la Metropolitana di Torino. Così come ci sembra incredibile che l'assessore ai trasporti regionale abbia definito prioritario l'investimento, previsto in almeno mezzo milione di Euro, sulla c.d. Gronda est di Torino, ancora in stato embrionale. Continueremo a insistere, anche in Consiglio Regionale, perchè si rivedano le priorità di investimento e il trasporto pubblico di Torino e della zona Ovest, necessario anche per migliorare la qualità dell'aria che tutti respiriamo diminuendo il trasporto privato che - come rilevato recentemente da Arpa - resta la principale causa di inquinamento».

