Il Progetto Civico si divide in vista della tornata di ballottaggio, con una visione differente di principi e idee fra le tre anime che la compongono. 

Se Uniti per Cambiare e Sinistra Civica hanno dato indicazioni di voto a favore di Rossana Schillaci, Pino Capogna, leader della civica "Per Venaria Insieme", non appoggerà nessuno. Lasciando libertà di voto.  

"Sono molto contento del risultato che abbiamo raggiunto, anche se pensavo e speravo in qualcosa di più. Abbiamo ottenuto mille preferenze come lista e io ne ho prese 400. E a oggi non sono in consiglio comunale. E' un paradosso, ma è la legge elettorale. Ed è anche per questo importante risultato che devo portare rispetto al mio elettorato, non dando indicazioni di voto personali. Ognuno deve sentirsi libero di fare la scelta migliore. Se mi hanno cercato? Direi una bugia a dire il contrario. I due contendenti dimostrano di aver paura di perdere e di vincere. Ed è per questo che ci hanno contattato, totalmente o in parte. In entrambi i casi, spero abbiano capito la bontà del nostro progetto e che potremmo essere un supporto importante, al di là delle ideologie, a consigliatura avviata. Voglio dirlo apertamente, il Progetto Civico è nato slegato dalle logiche di partito, senza slogan, senza soldi. Ho fatto una scelta di andare senza i partiti dietro e la rivendico. Se avessi fatto una scelta differente, l’avrei fatta già al primo turno. Ed è a tutela del gruppo, della loro diversità di idee e pensieri, che io non indico di dare il voto a Fabio Giulivi o a Rossana Schillaci. Molti dei miei elettori voteranno il primo o la seconda. Altri ancora staranno a casa. Per questo non voglio influenzare nessuno, vista la varietà del nostro elettorato. Se è vero che i due candidati tengono e hanno analizzato le capacità, non avranno difficoltà a farsi vivi e a sondare la disponibilità nostra per il bene di Venaria", dice Capogna.  

Flavia Boggiatto, coordinatrice di Uniti per Cambiare, è molto più diretta: "Questo progetto avrà un futuro, indipendentemente da questo ballottaggio. La nostra lista da sempre ha determinati valori. Uguaglianza, diritti, solidarietà, equità sociale. Per questo motivo noi appoggeremo Rossana Schillaci nel ballottaggio del fine settimana".  

Carlo Viggiani, coordinatore di Sinistra Civica, spiega il perché voterà Schillaci: "In questa fase precisa ci limitiamo ad osservare che se fosse stato possibile trovare un punto di sintesi con lo schieramento di centro sinistra, o se anche solo fosse stato possibile interloquire in termini programmatici con il PD venariese e con le altre forze che compongono la coalizione, lo avremmo fatto a tempo debito, e non a urne chiuse. Riteniamo che il nostro impegno debba continuare nell’ambito di progetto civico e della ventata di novità che quest’ultimo ha portato. Ma non possiamo esimerci dallo schierarci, perché sarebbe miope non pensare al futuro della nostra città. E a questo proposito, certamente, non possiamo permetterci di lasciare in mano Venaria a chi voleva cambiarne la storia, per esempio proponendo di cambiare il nome a di via Andrea Mensa in via Carlo Alberto. A chi, su temi quali l'integrazione e la famiglia si rifà a schemi intolleranti e regressivi. A chi ha la responsabilità di aver imposto drastici tagli ai servizi sanitari territoriali ed a chi ha da sempre considerato prioritario il profitto rispetto alla salute. Dobbiamo altresì constatare che, guardando alla composizione del consiglio comunale in caso di vittoria di Giulivi, le preoccupazione sopra espresse, rischierebbero seriamente di diventare realtà. In conclusione, non solo non riusciamo a vedere nulla di "nuovo" in questo, così come invece viene sbandierato sin da inizio campagna elettorale dal candidato sindaco Fabio Giulivi, ma temiamo appunto la restaurazione di un passato che vorremmo non tornasse. L’unica novità, che davvero rischia di concretizzarsi in caso di vittoria della coalizione di Fabio Giulivi, sarebbe il governo della città in mano alla destra; circostanza quest’ultima mai visto verificatasi dalla nascita della Repubblica ad oggi. Proprio per questo motivo Sinistra Civica lavorerà affinché questa possibilità non si realizzi né ora né mai".

Ad Alessandro Brescia, invece, le conclusioni e un commento al voto: "Siamo stati penalizzati dai partiti. Un 19% ottenuto mettendo la faccia, non avendo tanti soldi e non avendo i media dalla nostra parte. Cinque anni fa, con il 17%, qualcuno è andato al ballottaggio e ha vinto. Questa volta no. L'esperimento del Progetto Civico è riuscito e vorremmo portarlo avanti anche in futuro. Voglio togliermi dei sassolini, però. In questi giorni ci hanno attribuito accordi, inciuci, poltrone già acquisite in caso di vittoria della Schillaci. Credo che questa modalità sia un vecchio modo di fare politica. Respingo al mittente, ovvero al centrodestra, queste voci. E' vero, mi sono sentito e visto con la Schillaci. E' stato un incontro senza altri obiettivi. La nostra fiducia non è stata messa all’asta e mai lo sarà. Alcuni meccanismi di questi partiti non ci piacciono, inutile fare troppi giri di parole. Ora guardiamo al futuro. Gli elettori domenica e lunedì dovranno fare una scelta. Dal nostro punto di vista vogliamo rimarcare un punto fondamentale: il nostro voto alla Schillaci è incondizionato. Se poi, nelle prossime settimane, dovesse fare delle proposte su programmi ed eventualmente qualche posto, tutto verrà valutato da noi con grande e scrupolosa attenzione. Questo non vuol dire che accetteremmo, sia chiaro. Ma prima viene il bene della città".

 

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