Sono già passati cinque anni dalla morte del dottor Massimo Ricciardello. Era la tarda mattinata del 16 marzo 2026 quando aveva accusato un malore mentre era nel suo studio, al Centro Commerciale. Poi il rientro a casa, dove è poi morto a soli 56 anni, lasciando una Città intera senza parole e con tante lacrime per la perdita di un uomo straordinario.
«Medico e amico di tanti e tante venariesi. Per le sue capacità professionali nonché per le grandi doti umane mostrate nel suo impegno quotidiano a favore della nostra comunità», si legge nella targa che il Comune aveva posizionato per rendergli omaggio e dove questa mattina il sindaco Fabio Giulivi si è recato per deporre un omaggio floreale.
«Una perdita che non è mai stata solo personale, ma collettiva. Una ferita che la città ha sentito profondamente. Questa mattina sono passato a salutarlo. Un fiore, un pensiero, un gesto sentito ma semplice come era lui. Perché Massimo non è stato soltanto un medico stimato e amatissimo da tantissimi cittadini e pazienti: è stato una presenza vera nella vita di molti di noi. Per tanti era “il dottore”. Per molti altri era anche un consigliere, una parola buona nei momenti difficili, una persona capace di ascoltare davvero. Ancora oggi, parlando con le persone, il suo nome torna spesso nei ricordi. Nei racconti di chi lo ha conosciuto, nella gratitudine di chi è stato curato da lui, nell’affetto di chi gli ha voluto bene. È il segno più bello che una persona possa lasciare: continuare a vivere nel cuore della sua comunità. Oggi lo ricordo non solo come Sindaco, ma soprattutto come amico. E la verità è che Massimo continua a mancarmi tantissimo. Un abbraccio Max, di quegli abbracci forti e sinceri che ci regalavi insieme all'immancabile bacio. Una preghiera ovunque tu sia. Sono certo in un posto dove stanno i buoni. Perché tu lo eri davvero», lo ricorda Giulivi.

