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Il 18 marzo è la «Giornata Nazionale in memoria delle vittime del Covid-19». Anche Venaria Reale ha pianto centinaia di persone, di ogni età, spentesi in quel drammatico periodo caratterizzato dalla pandemia.

Come ogni anno, l'Amministrazione Comunale si è recata in via Fratelli Cervi dove è presente una stele a ricordo delle vittime e dove è stato deposto un omaggio floreale.

Erano presenti il sindaco Fabio Giulivi, il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Ferrauto, il vicesindaco Gianpolo Cerrini, gli assessori Luigi Tinozzi e Giuseppe Di Bella; i consiglieri comunali Mimma Chirico e Alessandro Gianasso, la Consigliera della Città metropolitana di Torino, nonché Consigliera comunale, Rossana Schillaci.

Con loro i familiari delle vittime, in particolar modo quelli della «Piccola Reggia» - dove era presente Francesco Girelli, presidente del Comitato che rappresenta le famiglie delle vittime per Covid della Piccola Reggia - le Associazioni Bersaglieri, Anpi, AssoCarabinieri, Protezione Civile e Pro Loco. Presente anche l'Arma dei Carabinieri della Compagnia di Venaria.

«Non è stato solo un momento istituzionale. È stato un momento di memoria, di silenzio e di profondo rispetto. Perché quando ripensiamo a quegli anni non possiamo limitarci ai numeri: dietro ogni numero c’è una persona, una storia, una famiglia. Sono passati anni, ma certe immagini restano impresse nella memoria di tutti noi: il silenzio delle strade, la paura, l’incertezza. E soprattutto il dolore di tanti saluti che non si sono potuti dare, di mani che non si sono potute stringere, di abbracci che non abbiamo potuto regalare ai nostri cari negli ultimi momenti.

La nostra città ha pagato un tributo altissimo: circa 150 concittadini morti a causa del Covid, a cui si aggiungono altri 50 decessi avvenuti all’interno di una struttura per anziani. Una ferita profonda che ha attraversato tante famiglie e tutta la nostra comunità. Ricordare oggi non significa soltanto guardare al passato. Significa custodire la memoria, onorare chi non c’è più e continuare, anno dopo anno, a raccontare ciò che abbiamo vissuto.

Perché quella pandemia ha rappresentato una delle pagine più dolorose della storia recente della nostra città. E Venaria ha il dovere di ricordare. Perché quelle vite non saranno mai solo numeri», ricordano Giulivi e Ferrauto.