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Finisce con una multa salata da 400 euro la vicenda degli insulti alla arbitra 16enne della gara Venaria Reale-Torino valida per il la fase 2 del campionato Under 17 femminile, andata in scena al «Don Mosso» di Altessano la scorsa domenica, 26 aprile 2026.

Quel giorno, la direttrice di gara, a pochi istanti dalla fine, concesse un calcio di rigore alle granata con annessa espulsione per una giocatrice della squadra di casa.

Se in campo, al netto della rabbia per la decisione presa, tutto è «filato liscio», sugli spalti sono iniziati a volare insulti - anche pesanti - contro la stessa arbitra, con alcuni genitori che hanno persino colpito con un pugno il padre della fischietto rosa e spintonato la madre, al campo assieme all'altro figlio.

Il giudice sportivo ha deciso di sanzionare il Venaria con 400 euro di multa con la seguente motivazione: «Per il comportamento dei propri sostenitori che, a fine partita, intonavano cori offensivi nei confronti dell'arbitra, cercando anche di scavalcare la rete di recinzione. Non paghi, gli stessi sostenitori (uno sparuto gruppo composto da meno di dieci persone) individuavano i genitori ed il fratellino dell'arbitra, aggredendoli fisicamente (il padre è stato colpito con un pugno, provocando il sanguinamento). Nonostante l'arbitra chiedesse ai dirigenti del Venaria l'intervento delle Forze dell'Ordine, questi non provvedevano e la loro presenza in loco è stata poi la conseguenza della chiamata da parte dei parenti dell'ufficiale di gara. L'accaduto ha inevitabilmente determinato uno stato di paura, tensione e frustrazione per la direttrice di gara che all'interno dell'impianto sportivo del Venaria ha vissuto momenti di panico per la propria incolumità e per quella dei suoi familiari. La sanzione viene contenuta per il tentativo delle giocatrici della squadra del Venaria di contenere i tifosi che, come sovente accade, sono anche i genitori delle stesse (emblematica la frase udita dall'arbitra, "papà smettila che mi stai facendo vergognare", pronunciata da una calciatrice)».

Il Venaria Calcio, attraverso il proprio presidente, Giovanni Pasquale, ha preso nuovamente posizione in merito alla vicenda:

«Il Venaria Reale Calcio, preso atto dell'inaudita gravità degli episodi accaduti domenica scorsa, intende comunicare la propria posizione con la massima durezza. Non c'è spazio per le sfumature: quanto avvenuto è un'offesa violenta alla nostra maglia, alla nostra storia e ai valori dello sport.

Non accettiamo che il nome dell'Asd Venaria Reale venga accostato a soggetti che nulla hanno a che fare con la civiltà. L'aggressione alla famiglia del direttore di gara — che ha visto coinvolti una madre, un padre e un bambino di dodici anni — è un atto di una viltà intollerabile che condanniamo senza appello.

Il Venaria Reale Calcio si schiera apertamente e formalmente al fianco dei genitori dell'arbitra. Metteremo a disposizione i nostri legali e ogni risorsa necessaria per sostenere la famiglia in qualsiasi sede, civile o penale, affinché i responsabili rispondano personalmente e duramente delle loro azioni.

I responsabili identificati sono dichiarati da questo momento persone non gradite. Sarà loro vietato l'accesso a qualsiasi struttura, allenamento o manifestazione legata al Venaria Reale Calcio. Qualora i responsabili risultino legati a tesserati della nostra Società, verranno presi i provvedimenti più drastici previsti dallo statuto, senza alcuna deroga.

La nostra società non si limita a dissociarsi. Il Venaria Calcio agirà attivamente affinchè venga fatta giustizia. Chi colpisce l'arbitro e la sua famiglia, colpisce il Venaria. Chiediamo scusa al direttore di gara e ai suoi cari. Non permetteremo che il comportamento di pochi violenti distrugga il lavoro educativo che portiamo avanti con migliaia di ragazzi. La nostra battaglia per la legalità e il rispetto delle regole inizia oggi con ancora più determinazione».