Urla, insulti, pugni che volano. Scene di pura follia, domenica 26 aprile 2026, al «Don Mosso» di Venaria Reale al termine della partita fra le Cervotte e il Torino Under 17 femminile, conclusa con il punteggio di 4-3 in favore delle granata.
Una partita decisa da un calcio di rigore, con annessa espulsione, fischiato dalla direttrice di gara - di Volpiano - proprio negli ultimi istanti di gioco. Una decisione che ha fatto imbufalire i genitori delle padrone di casa, a tal punto da far scatenare un parapiglia.
Così come raccontato da alcuni testimoni, al triplice fischio diversi supporter del Venaria non avrebbero trovato niente altro di meglio da fare che scagliarsi contro le recinzioni del campo rivolgendo pesanti insulti all'arbitra.
Secondo quanto ricostruito, alcuni tifosi avrebbero anche cercato di scavalcare per entrare sul terreno di gioco, per fortuna senza riuscirci. Inutili tutti i tentativi di riportate la calma delle giocatrici della squadra del Venaria, che con un comportamento sportivamente impeccabile non solo hanno limitato le proteste in campo, ma hanno anche cercato, senza risultato, di contenere la rabbia dei supporter.
Il peggio, tuttavia, è avvenuto sulle tribune, mentre la 16enne giacchetta nera veniva accompagnata e scortata per sicurezza da un dirigente del Venaria negli spogliatoi. Alcuni soggetti, infatti, hanno aggredito verbalmente i familiari della direttrice di gara: il padre, la madre e il fratellino piccolo che erano allo stadio per assistere alla partita. Si sono vissuti momenti di forte tensione.
La mamma dell'arbitra sarebbe stata spintonata e insultata pesantemente. Il padre, intervenuto per difendere la moglie e il figlio, sarebbe stato colpito con un pugno, rimanendo ferito al labbro inferiore. Sono stati loro, dopo l'aggressione, a chiamare i carabinieri anche se per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente hanno abbandonato il centro sportivo prima del loro arrivo.
Toccherà ora al giudice sportivo visionare attentamente il referto stilato dalla direttrice di gara, che fa parte della sezione di Chivasso, e prendere gli opportuni provvedimenti in modo da fare definitiva chiarezza su quanto successo a Venaria.
Non si è fatto attendere il commento e la presa di posizione di Giovanni Pasquale, presidente del Venaria Calcio:
«In merito all’episodio avvenuto presso il nostro impianto sportivo, desidero a nome mio e del direttivo dell'Asd Venaria Reale esprimere la più ferma condanna per ogni forma di violenza, verbale o fisica, che non ha alcun posto nello sport. Siamo profondamente rammaricati per quanto accaduto e desideriamo esprimere la nostra solidarietà all’arbitro e alla sua famiglia, che sono stati coinvolti in un episodio grave e inaccettabile. La nostra società si fonda su valori di rispetto, educazione e correttezza, che devono essere condivisi da atleti, tecnici, dirigenti e famiglie. Quanto accaduto rappresenta una violazione di questi principi e non può essere in alcun modo giustificato. Abbiamo già preso provvedimenti nei confronti di chi in prima persona si è reso protagonista di questo episodio e puntiamo con l'inizio della nuova stagione a sensibilizzare atleti e famiglie affinché non si verifichino più episodi simili, tutelando così la sicurezza e la serenità di tutti coloro che frequentano la nostra struttura. Lo sport deve rimanere un luogo di crescita, rispetto e condivisione, soprattutto per i più giovani».


