Verrà ripresa il prossimo 27 marzo 2024, alle 20.30, la gara tra Virtus Accademia Venaria e Mathi Lanzese, valida per la 24esima giornata del girone C del campionato di Prima Categoria. 

La gara era stata sospesa la scorsa domenica sul punteggio di 0-4 per decisione dell'arbitro. Il motivo? Un presunto atteggiamento aggressivo e minaccioso da parte di una persona, che per l'arbitro sarebbe riconducibile alla società venariese, avvenuto durante l'intervallo della gara nella zona degli spogliatoi.

È quanto si evince dalla decisione del giudice sportivo di poche ore fa, dove fa riferimento alla sospensione «durante l'intervallo, sul risultato momentaneo di 0-4, in ragione del comportamento minaccioso ed aggressivo di un soggetto - non identificato dall'arbitro personalmente, ma asseritamente riconducibile alla Società di casa - che entrava senza autorizzazione nella zona degli spogliatoi, insultava l'arbitro, proferiva bestemmie e, all'invito del direttore di gara ad allontanarsi, faceva un passo avanti verso l'arbitro con lamano alzata, come a volerlo colpire. Secondo quanto refertato, in quel frangente nessun rappresentante della Virtus Accademia Calcio si accorgeva di quanto stava accadendo, essendo rimasto sul terreno di gioco, mentre due dirigenti della Mathi Lanzese accorrevano in aiuto dell'arbitro, trattenendo il suddetto soggetto e consentendo all'ufficiale di gara di raggiungere il proprio spogliatoio. L'arbitro decideva infine di non proseguire nella direzione della partita, e ne decretava la definitiva sospensione».

Nel Comunicato Ufficiale numero 69, il giudice sportivo rimarca, però, come «non possa addebitarsi ad alcuna delle Società la responsabilità per la condotta aggressiva ed irrispettosa di un unico soggetto, peraltro non identificato personalmente dall'arbitro, e considerato altresì che fortunatamente la condotta di questa persona, per quanto inescusabile e deplorevole, non è sfociata in episodi di violenza; evidenziata altresì la necessità che le partite si svolgano regolarmente e che i risultati delle stesse siano determinati dalle prestazioni sportive in campo, laddove non siano ravvisate violazioni delle norme codicistiche e regolamentari che comportano la sanzione della sconfitta a tavolino ovvero non accadano eventi che, per la loro gravità, impongono l'intervento di questo Giudice».

Da una ricostruzione dei fatti di marca Virtus, confermata anche dai dirigenti mathiesi-lanzesi, nell'intervallo sarebbe entrato negli spogliatoi un genitore di un calciatore venariese per sincerarsi delle condizioni di salute, visti i ripetuti e gravi infortuni patiti nel corso della sua carriera sportiva. Una situazione che non sarebbe piaciuta all'arbitro. Secondo i dirigenti padroni di casa, l'arbitro si sarebbe rivolto al genitore in malo modo, con quest'ultimo che a quel punto avrebbe reagito. Senza però aggressioni di carattere fisico.

L'arbitro, poi, tra l'incredulità di tutti, ha decretato la sospensione del match. Anche il giudice sportivo, nella fase conclusiva del Comunicato, ha fatto intendere di non essere d'accordo con la decisione presa dal direttore di gara: «evidenziata altresì la necessità che le partite si svolgano regolarmente e che i risultati delle stesse siano determinati dalle prestazioni sportive in campo, laddove non siano ravvisate violazioni delle norme codicistiche e regolamentari che comportano la sanzione della sconfitta a tavolino ovvero non accadano eventi che, per la loro gravità, impongono l'intervento di questo Giudice».

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