Celebrare il 25 aprile per rimarcare la voglia di democrazia. E' su queste basi che Venaria si è ritrovata, questa mattina, per la Festa della Liberazione, organizzato come sempre dalla Città di Venaria Reale, dalla presidenza del consiglio comunale e in collaborazione con il Comitato della Memoria e di Pro Loco di Altessano e Venaria, Fand e Avis.

Dopo l'alzabandiera in piazza Martiri della Libertà, il corteo è partito alla volta della chiesa di Santa Maria per la Santa Messa. Al termine della celebrazione, il corteo, con in testa l'Anpi cittadina, il sindaco Roberto Falcone e il presidente del consiglio Andrea Accorsi, è partito per la consueta deposizione delle corone in piazza Martiri della Libertà, largo Garibaldi e piazza Vittorio Veneto.

A metà mattinata, il gazebo della Fand, con la misurazione della glicemia, della pressione arteriosa e della saturazione.

Poco prima di pranzo, nella sede dell’Anpi - grande novità di questa 74esima edizione - le oratorie Accorsi, Iandolino, Ilaria Pitta - che ha letto il discorso dell'Anpi - e infine il sindaco Falcone, il tutto dopo una deposizione di una corona al monumento dei partigiani presente in sede.

Nel pomeriggio, dopo il pranzo in sede - alla presenza di una ottantina di persone - il “Concerto della Liberazione” con gli Egin, con l’Avis di Venaria, che ha distribuito popcorn e zucchero filato.

"Siamo qui per ricordare e onorare i caduti della Liberazione. Senza di loro l'talia non avrebbe avuto giustizia sociale e libertà. Il domani sono i giovani che saranno il nostro futuro. A loro dobbiamo rivolgerci, per sperare in un cambiamento, in un futuro migliore. E bisogna anche cambiare la nostra mentalità, smettendola di avere preconcetti", il monito del presidente Accorsi. 

E se il presidente dell'Anpi, Carlo Iandolino, ha rimarcato come il 25 aprile sia "La festa di tutti gli italiani. Per tutti. Senza distinzione di partito", Roberto Falcone, invece, ha voluto porre una domanda: "Perché c’è un baratro dietro di noi nonostante tutte le libertà di cui godiamo? Abbiamo la libertà di commuoverci per l’incendio di un importante monumento o di manifestare solidarietà a chi subisce un torto. Abbiamo la libertà di dire quello che vogliamo sui social, abbiamo la libertà di formare un’opinione e di far credere di averne una, abbiamo la libertà di comprare quello che ci pare, di andare dove e come vogliamo. Eppure un baratro esiste ancora. Liberiamoci dalle semplificazioni, dalle banalizzazioni, dalle superficialità. Venaria Reale è una Città che ha dimostrato attraverso i propri eroi di sapersi rialzare e di saper liberare. Rendiamo onore ai militari morti per la liberazione, onore ai nostri martiri civili e onore ai nostri partigiani, caduti per questo martoriato Paese, che tutti noi ci auguriamo possa trovare prima o poi pace e volgere con serenità lo sguardo dal passato e radicarlo dritto e fisso verso il futuro".

Silvia Iannuzzi

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