Sciopero del panino, nella giornata di giovedì 5 novembre, nelle scuole di Fiano. I genitori hanno deciso di protestare contro la nuova ditta che da quest’anno scolastico ha in appalto il servizio mensa.
Mamme e papà lamentano, dopo essersi confrontati con i propri figli, pasti molto tiepidi o addirittura freddi e pietanze che parrebbero non piacere per come sono cucinate.
Di qui la decisione di una dimostrazione pacifica ma incisiva: non pagare il buono pasto di giovedì e mandare a scuola i figli con un panino.
Ma è bastato questo per creare forti momenti di tensione fra i genitori e la dirigente scolastica, la professoressa Maurizia Bianco.
I genitori accusano la dirigente di averli apostrofati come «irresponsabili», «incivili» e «incompetenti» per non aver pagato la mensa per quel giorno durante un confronto con i ragazzi in sciopero.
Una tesi che non è stata confermata dalla direzione scolastica, che in alcune mail di replica ai genitori parlerebbe invece di «parole travisate» e di come la scuola «non sia l’organo competente».
Inoltre, come denunciato da una madre, un bambino di sei anni ha seriamente rischiato di rimanere senza pasto per un “veto” a consumare il panino in classe. «Ho due figli: uno in prima e uno in quinta. Entrambi hanno aderito allo sciopero. Ma solo il più grande ha potuto mangiare il panino in classe assieme ad altri compagni. Nella classe del più piccolo, invece, mio figlio era l’unico che protestava. E a lui è stato negato il pasto. Mi hanno telefonato alle 12 le insegnanti per spiegarmi la situazione e per farmi capire come se non fossi riuscita a recuperarlo e a portarlo a casa sarebbe rimasto digiuno fino alle 16, perché in occasione di questa protesta straordinaria la dirigente avrebbe dato ordine di lasciarlo fuori dal gruppo classe e non avrebbe potuto consumare il panino nemmeno in classe.
Siamo a conoscenza del fatto che il pranzo al sacco non sia in regola col patto di corresponsabilità firmato a inizio anno. Ma nemmeno la situazione mensa lo è, e in caso di protesta o di sciopero il fine é arrecare un disagio. Invece siamo stati trattati come ragazzini disobbedienti dal burocrate. Si parla tanto di diritti e inclusione e poi si è rischiato che un bambino, per via del patto firmato, rimanesse per ore senza nulla nello stomaco. La scuola può protestare mentre i genitori no? Oggi è stata persa una grande occasione ed è passato un brutto messaggio: siccome protesti, vieniti a riprendere tuo figlio, cosi capisce anche lui che con noi non deve protestare. Ora mi aspetto le scuse formali da parte della dirigente», tuona la madre del piccolo bambino.
Il problema della mensa
l cambio della ditta appaltatrice, l’aumento del costo dei pasti e un problema tecnico legato alla fornitura elettrica. Sono queste le cause alla base dei disservizi che nelle ultime settimane hanno acceso la protesta delle famiglie nelle scuole di Fiano, coinvolgendo alunni delle elementari e delle medie e aprendo un confronto tra genitori, dirigenza scolastica e Amministrazione comunale.
I malumori, secondo quanto riferito dalle famiglie, sono iniziati con l’avvio del nuovo anno scolastico e il cambio del gestore della refezione, avvenuto senza un’adeguata comunicazione preventiva. Una novità accompagnata anche da un aumento della tariffa: il costo del singolo pasto è passato dai circa 5 euro precedenti a 5,92 euro. A questo si sono aggiunte le segnalazioni della commissione mensa, con modifiche ai menù e pietanze giudicate poco gradite, in alcuni casi addirittura immangiabili.
A far precipitare la situazione è stato però il problema della temperatura dei pasti, arrivati ai bambini freddi. All’origine del disservizio ci sarebbe il mancato ripristino della corrente elettrica al contatore dedicato alla mensa, in seguito al cambio di gestione. Un problema che avrebbe impedito il corretto funzionamento dei contenitori termici.
Da qui la decisione di alcune famiglie di organizzare una protesta pacifica, boicottando il servizio e preparando per i figli panini e pizze da portare da casa.
Sul fronte comunale, il sindaco Luca Casale ha confermato le criticità tecniche legate alla voltura delle utenze e ai contatori autonomi della mensa, non correttamente attivati nell'ambito del cambio di gestione. L'Amministrazione ha assicurato di essere intervenuta con soluzioni temporanee per garantire la sicurezza igienica e la continuità del servizio.
Casale ha anche difeso la revisione delle tariffe: «Se avessimo mantenuto i prezzi precedenti il bando sarebbe andato deserto. I prezzi delle materie prime sono aumentati in maniera incredibile».




