Cisl e Cgil hanno preso nuovamente posizione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro dopo l’ennesimo incidente, quello avvenuto nel pomeriggio odierno a Rivoli, dove quattro operai sono rimasti feriti dopo il crollo di un ponteggio nel cantiere della chiesa evangelica di via Acqui.
“I cantieri del torinese continuano ad essere teatro di incidenti. Oggi è accaduto a Rivoli, dove è crollato un ponteggio, travolgendo gli operai che erano al lavoro. Tre di loro sono ricoverati in codice rosso, uno in codice giallo. Solo per una pura casualità non ci troviamo a piangere ancora vittime sul lavoro, ma ci troviamo di fronte ad una drammatica e inaccettabile scia di sangue che bisogna arrestare quanto prima”. Lo ha dichiarato Mario De Lellis, segretario generale Filca-Cisl Torino. “Abbiamo ancora negli occhi i volti delle 5 vittime di Brandizzo, mentre il ricordo va alla strage di via Genova, con la morte di 3 operai che erano al lavoro su una gru, crollata in pochi istanti. Nel torinese l’edilizia continua a pagare un tributo di vite umane altissimo: per questo è necessario che il tavolo permanente sulla sicurezza adotti nuovi interventi per tutelare i lavoratori, mentre è in preparazione il lancio di un percorso formativo per tutti i committenti ed i tecnici organizzato dalla Prefettura e dalle parti sociali. Mai come in questi casi per evitare gli incidenti sono utili la formazione, l'adozione di strumenti preventivi grazie ad un utilizzo virtuoso delle innovazioni tecnologiche, il potenziamento dei controlli nei cantieri. Solo così è possibile garantire la sicurezza, la regolarità e la legalità nei cantieri”, ha concluso De Lellis.
«Sono passati solo pochi giorni dalla strage di Brandizzo e la scia di incidenti sul lavoro non accenna a fermarsi: ieri a Trofarello in un'azienda della logistica e oggi in un cantiere di Rivoli, dove un gruppo di edili sono stati travolti e feriti dal crollo di un'impalcatura.
Siamo di fronte ad una tragedia senza fine: il problema non sono le norme di sicurezza, ma il loro rispetto.
Se il diritto ad un lavoro sicuro passa in secondo piano rispetto agli interessi economici, i risultati non possono che essere questi: occorre subito un cambio di passo, contratti regolari e non lavoro nero, formazione e non precarietà, e soprattutto più controlli da parte degli organi ispettivi, prima degli incidenti e non solo a posteriori alla ricerca - pur doverosa - delle responsabilità», denuncia la Cgil.

