Il 10-20% dei sopravvissuti può andare incontro ad amputazioni, danni cerebrali, perdita dell'udito, disturbi dell'apprendimento. Se ne è discusso durante un web talk nell’ambito del progetto ‘Pre-occupiamoci della meningite’, ideato e promosso dal Gruppo Adnkronos con il supporto non condizionante di Gsk Italia.
In collaborazione con Adnkronos. Il rischio è maggiore nei bambini in tenera età, però permane per tutta la vita e interessa particolarmente le persone più fragili, come gli anziani o i soggetti immunodepressi. Si tratta della meningite, una malattia infettiva che non va sottovalutata e verso la quale è fondamentale mai abbassare la guardia sulla prevenzione.
Proprio sull’importanza della prevenzione è stato organizzato a Torino a un incontro promosso nell’ambito di "Pre-Occupiamoci della meningite", un progetto editoriale di sensibilizzazione a livello nazionale sui rischi legati a questa patologia, ideato e promosso dal Gruppo Adnkronos con il supporto non condizionante di Gsk Italia.
In Piemonte, secondo il rapporto 2021 realizzato da SeREMI (il Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive) le diagnosi di meningite per qualsiasi agente batterico causale segnalate nel periodo di sorveglianza 2008-2020 sono 1.024, di cui 37 nell’ultimo anno. Tra i principali sierogruppi identificati il più frequente è quello B, seguito dal sierogruppo C.
I dati forniti da SeREMI rilevano la prevalenza del batterio dello pneumococco, che riguarda il 77% delle segnalazioni, cui però segue il meningococco, il cui tasso di incidenza medio, per il periodo 2008-2020, è di 0,3 casi ogni 100.000 abitanti, valore corrispondente a quello nazionale registrato nel 2019 (ultimo anno di cui si hanno dati disponibili). Nel 2020, in Piemonte sono stati segnalati cinque casi, due meningiti e tre sepsi. Uno di questi ha riguardato un adulto cinquantenne, colpito dal sierogruppo Y, tre casi invece appartenevano al gruppo B, tra cui un bambino di 5 anni, mentre l’unico caso di W-135 ha riguardato un bimbo dall’età inferiore all’anno, il cui esito è stato fatale.
A confrontarsi sugli effetti della malattia meningococcica che, seppure rara, comporta esiti gravi, disabilitanti e spesso mortali, sono stati Giovanni Di Perri, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche, Clinica di Malattie Infettive dell’Università di Torino, Lorenza Ferrara, Dirigente SeReMi e Referente Attività Vaccinali della Regione Piemonte, Silvia Gambotto, pediatra di Libera Scelta, Carlo Bruno Giorda, Direttore S.C.Diabetologia dell’Asl Torino 5.


