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Aggressioni fisiche, molestie, minacce reiterate e un clima di costante pericolo. È quello denunciato, a più riprese, dai lavoratori del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Rivoli, presente nell'ospedale di via Rivalta, e oggi rimarcato dal Nursind, il principale sindacato infermieristico italiano.

«Siamo esausti di fronte a una gestione della sicurezza non più sostenibile. Anche perchè gli episodi aumentano», scrive il sindacato, facendo riferimento a quanto successo venerdì 18 settembre, quando un paziente ha aggredito violentemente un’operatrice, costringendo un collega a intervenire fisicamente per sottrarla alla violenza.

«Un evento drammatico che si somma a una serie continua di criticità. Negli ultimi trenta giorni si contano già quattro denunce formali presentate. Tra le situazioni più allarmanti figura la presenza di soggetti ad elevata pericolosità sociale già sottoposti in passato a misure di sicurezza e reinseriti nel reparto senza un'adeguata pianificazione del rischio. Tra i ricoverati si segnalano inoltre pazienti presenti da mesi in attesa di collocazione in strutture riabilitative, tra cui persone già rese protagoniste di gravi episodi di violenza negli anni passati.

Ciò che rende la situazione ancora più intollerabile è il totale silenzio delle istituzioni di fronte alle continue comunicazioni inviate dai lavoratori. Solo nell'ultima settimana, la Direzione è stata informata ufficialmente e in modo dettagliato delle minacce e dei rischi specifici presenti in reparto, ma nulla è cambiato. Gli atti sono stati trasmessi anche alle istituzioni giudiziarie. ma sul campo gli operatori continuano a essere lasciati soli.

Nonostante la gravità dei fatti, l'Azienda ha persino interrotto la copertura del servizio di vigilanza privata precedentemente attivato. Il sindacato Nursind ribadisce con forza che le segnalazioni e le denunce formali presentate dai lavoratori non possono essere ignorate. Esse devono costituire la base concreta per un'immediata e rigorosa valutazione del rischio. L'SPDC è destinato alla gestione delle fasi acute della patologia e non può trasformarsi nel "contenitore" delle inefficienze del sistema territoriale, né nel punto di stallo per lungodegenze improprie.

Infermieri, OSS e medici sono professionisti della cura e non addetti alla sicurezza. La gestione delle crisi psichiatriche non può essere confusa con l'esposizione al rischio costante di aggressioni e molestie.

Il Nursind ha chiesto un incontro immediato con la Direzione Sanitaria per verificare le misure di protezione, la gestione dei casi a rischio noto e il coordinamento con le autorità e i servizi territoriali competenti.

Non aspetteremo la prossima aggressione. La sicurezza di chi cura è un diritto non negoziabile e richiede interventi organizzativi immediati prima che si verifichino ulteriori e irreparabili conseguenze sapendo di aver fatto tutto il necessario da parte di chi deve garantire la sicurezza degli operatori».