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«Signora buonasera, siamo i Carabinieri della stazione di Venaria. Suo figlio è stato fermato perchè autore di una rapina ai danni di una gioelleria di Venaria».

Inizia così la telefonata che alcuni malviventi hanno effettuato, qualche sera fa, prendendo di mira una pensionata di 80 anni residente in corso Garibaldi.

Una telefonata in cui, in maniera concitata, veniva raccontata di questa rapina, dell'arresto del figlio della vittima e con una richiesta ben specifica: «Fuori dalla caserma c'è anche l'auto usata da suo figlio per compiere la rapina. È intestata a lei. Adesso due colleghi verranno da lei a casa per prendere tutto l'oro che ha per un confronto con quello che avrebbe rubato poco prima in gioielleria. Vogliamo solo essere sicuri che quello in suo possesso non sia frutto della rapina».

La donna inizia ad avere dei sospetti e a quel punto chiede di poter parlare con il figlio. Sulle prime i finti Carabinieri negano la possibilità, salvo poi «concedere» qualche secondo con il finto figlio.

La donna, pensando fosse davvero lui, accetta la richiesta e prepara la borsa con tutti gli ori e dei soldi. In pochi minuti, due finti carabinieri si recano a casa e portano via il «bottino».

A quel punto, la pensionata decide di chiamare suo figlio. E quando le risponde, capisce di essere stata truffata e rapinata.

Immediata la denuncia ai veri Carabinieri di Venaria. Le indagini sono in corso per dare un nome e un volto ai truffatori.