Si chiama «Help House Girls» ed è la prima Comunità Educativa Residenziale per donne minorenni che subiscono violenza di genere che sorge in Italia, più precisamente a Venaria Reale.
Il progetto Help House Girls nasce proprio con questo intento, creare uno spazio (CER) esclusivamente dedicato all’accoglienza di donne minorenni da 11 a 18 anni non compiuti che subiscono o hanno subito violenza di genere in quanto donne (maltrattamento nelle relazioni intime, maltrattamento e abuso in ambito familiare, matrimoni forzati, MGF – Mutilazioni Genitali Femminili, stupro, ecc.).
Si tratta di un’iniziativa innovativa e attualmente unica in Italia, caratterizzata dalla presenza diretta delle operatrici dei Centri Antiviolenza E.M.M.A., che garantiscono un intervento specializzato. Il percorso proposto è strutturato, continuativo e multidisciplinare, finalizzato ad accompagnare le giovani donne verso l’autonomia e la ricostruzione personale.
L’intervento tiene conto delle dinamiche della violenza di genere e dei meccanismi che la alimentano, lavorando su consapevolezza, rafforzamento delle risorse personali e costruzione di relazioni libere dalla violenza.
La comunità è gestita da una équipe multidisciplinare composta da educatrici, assistenti sociali, psicologhe, OSS e una psicoterapeuta, con il supporto di professionisti esterni, tra cui uno psichiatra e una infermiera, per garantire una presa in carico integrata e tempestiva. Fondamentale è la collaborazione con Servizi Sociali e Sanitari, Forze dell’ordine, tribunali e procure, per valutare rapidamente il livello di esposizione alla violenza e attivare gli interventi più adeguati.
I dati confermano la gravità del fenomeno. Nel mondo circa 39mila ragazze ogni giorno vengono sposate prima dei 18 anni. In Europa circa 600.000 donne e ragazze vivono con mutilazioni genitali femminili e 180.000 sono a rischio. Inoltre, una donna su tre subisce nel corso della vita violenza fisica o sessuale.
In Italia l’85 per cento delle vittime di matrimonio forzato è costituito da donne o ragazze, di cui il 38 per cento minorenni. Si stimano circa 87.600 donne vittime di mutilazioni genitali femminili, tra cui 7.600 minorenni, mentre circa 5.000 bambine sono a rischio. Circa il 70 per cento degli abusi sui minori avviene in ambito familiare o relazionale.
La struttura rappresenta anche un luogo simbolico di rinascita. Da un lato offre alle giovani uno spazio protetto per ricostruire la propria vita, dall’altro assume un valore civile, poiché l’immobile è stato sottratto alla criminalità organizzata.
Il progetto è stato fortemente voluto da Anna Maria Zucca, fondatrice e storica presidente di Centri Antiviolenza E.M.M.A. ed è stato realizzato grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Kering Foundation e Fondazione Una Nessuna Centomila.
La presentazione si è tenuta stamane, in sala consiliare, alla presenza del sindaco della Città di Venaria Reale Fabio Giulivi, dell’Assessore alle Politiche giovanili e Pari opportunità Paola Marchese, insieme al Prefetto di Torino Donato Cafagna, al Questore Massimo Gambino, al Generale di Brigata Roberto De Cinti, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Torino, e al Generale di Brigata Alberto Nastasia del Comando Provinciale della Guardia di Finanza.
Per la Regione Piemonte è intervenuto il Presidente Alberto Cirio. Con loro il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Ferrauto e la consigliera Barbara Virga, all’epoca dell’avvio dei progetti Presidente della Commissione consiliare antimafia. Inoltre, ha partecipato la Presidente e la Vicepresidente dei Centri Antiviolenza E.M.M.A. ETS, Silvia Spadini e Selene Cascella, affiancate da alcune operatrici dell’associazione.
Presenti anche Elisabetta Bogge, Direttrice del CISSA, il Maggiore Silverio Gesuè, Comandante della Compagnia Carabinieri di Venaria Reale, il Maresciallo Maggiore Salvatore Liuni, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Venaria Reale, e Alberto Pizzocaro, Comandante della Polizia Municipale.
Per gli enti sostenitori del progetto, Fondazione Kering, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Una Nessuna Centomila, c’erano le rappresentanti dei primi due, Daniela Castagno e Fatima El Maliani.
«L’apertura di “Help House Girls” rappresenta per Venaria Reale un passo di grande responsabilità e civiltà. Questo progetto mette al centro la tutela delle ragazze più giovani, offrendo loro un luogo sicuro, competente e stabile, capace di accompagnarle in un percorso di protezione, cura e ricostruzione del proprio futuro. La collaborazione con i Centri Antiviolenza E.M.M.A. ETS, realtà con una lunga e riconosciuta esperienza nel contrasto alla violenza di genere, garantisce qualità, professionalità e continuità dell’intervento. Come amministrazione riteniamo fondamentale investire in servizi che non si limitino all’emergenza, ma che sappiano costruire opportunità concrete di autodeterminazione e autonomia per le giovani donne», commenta Giulivi mentre Marchese spiega come «”Help House Girls” nasca da una visione chiara e condivisa: contrastare la violenza di genere significa riconoscerne le radici profonde e intervenire con percorsi strutturati, personalizzati e rispettosi dei tempi e dei bisogni di ciascuna ragazza. Questo centro non è solo un luogo di accoglienza, ma uno spazio di ascolto, consapevolezza e crescita, dove le giovani possono diventare protagoniste del proprio percorso di uscita dalla violenza. La presenza di una equipe multiprofessionale attiva 24 ore su 24 e l’approccio fondato sull’empowerment, sull’autodeterminazione e sull’autonomia, in linea con i valori e la metodologia di E.M.M.A. ETS, rappresentano elementi essenziali per spezzare il ciclo della violenza e prevenire il rischio di recidiva. È un progetto che parla di diritti, di futuro e di responsabilità collettiva».
I Centri Antiviolenza E.M.M.A. nascono a Torino il 25 febbraio 1998 come associazione Donne&Futuro, dall’iniziativa di un gruppo di donne torinesi che, intervenendo sulla stampa, misero in evidenza come molti problemi della vita quotidiana incidessero in modo diverso sulle donne. Da questa consapevolezza prende forma un progetto volto a rivedere le dinamiche di potere tra i generi e a creare un raccordo tra cittadinanza e istituzioni, favorendo la partecipazione femminile nella società civile.
Donato Cafagna, Prefetto di Torino, commenta: «La destinazione ad una finalità sociale dei beni confiscati costituisce una delle risposte più alte e compiute che il sistema Stato, enti locali, società civile può dare in termini di legalità al pericolo di infiltrazione della criminalità organizzata. L’apertura di una casa protetta per le donne vittime di violenza è il forte segnale di una comunità che si appropria e valorizza un luogo oggetto di iniziative criminali per trasformarlo oggi in un porto sicuro per le vittime di reati. Una scelta che è anche etica e testimonia una presa in carico collettiva verso un fenomeno così grave e purtroppo ancora diffuso come quello della violenza sulle donne».
Nel 2018 Donne&Futuro evolve in E.M.M.A., acronimo di libertà, autodeterminazione, emancipazione e autonomia. Da oltre vent’anni l’associazione opera a livello locale e nazionale nei percorsi di accoglienza ed empowerment delle donne che subiscono o hanno subito violenza maschile, affiancando a queste attività un costante impegno nella sensibilizzazione e nella formazione alla rete e alla cittadinanza per contribuire al cambiamento culturale.
La comunità residenziale “Help House Girls” è intitolata ad Anna Maria Zucca, mancata prematuramente lo scorso 19 gennaio, è stata la fondatrice e presidente dei Centri Antiviolenza E.M.M.A. ETS che ha fortemente desiderato e reso possibile la realizzazione del progetto.
Per la Regione Piemonte, il Presidente Alberto Cirio e gli Assessori alle Pari opportunità, Marina Chiarelli e ai Beni confiscati, Maurizio Marrone, affermano: «Un bene confiscato alla criminalità organizzata che diventa una casa di protezione per ragazze molto giovani restituisce alla comunità uno spazio di socialità e allo stesso tempo una possibilità di accogliere chi sta vivendo situazioni di violenza. “Help House Girls” offre un luogo sicuro dove trovare ascolto e dove è possibile rimettere in ordine la propria vita. Poter contare su luoghi protetti, con educatrici e psicologhe, permette alle ragazze di trovare ascolto, supporto, sicurezza e superare situazioni difficili. Da oggi “Help House Girls” grazie al lavoro congiunto di tante istituzioni, aggiunge un altro tassello alla rete di sostegno già presente in Piemonte, che ogni anno assiste circa quattromila donne grazie alle 13 case rifugio ai 22 centri antiviolenza e ai 79 sportelli sparsi su tutti i territori del nostro Piemonte».
È a disposizione anche un numero di emergenza di Centri Antiviolenza E.M.M.A. attivo H24: 366 460 7803 (servizio gratuito).

