Trecentocinquanta studenti di Venaria hanno avuto la possibilità di assistere alla forte testimonianza diretta di Lucia Annibali, la deputata e avvocatessa sfregiata dall’acido su mandato dell’ex fidanzato, nel 2014.

L'incontro è stato voluto e organizzato dall'associazione venariese “Divieto di Noia” e moderato dalla giornalista Rosanna Caraci.
In prima linea la presidente dell'associazione Marilena Cuna, la consigliera Rossana Schillaci (che in associazione si occupa di sensibilizzare alla parità di genere, ndr) e il sindaco Roberto Falcone che ha portato i saluti della città. Con loro anche il comandante della polizia locale, Luca Vivalda, che ha relazionato sui temi della violenza contro le donne.

Tra i presenti, l’assessore alla Cultura,  Antonella Bentivoglio d’Afflitto, e l’assessore all’Ambiente, Marco Allasia.

Alla Annibali non piace la parola “battaglia”, anche se lei stessa è l'incarnazione della combattente.

"La violenza sulle donne e di genere è un problema culturale. Promuovere oggi ai giovani una cultura che spinga al rispetto dell'inclusione e al superamento degli stereotipi è fondamentale per prevenire la violenza maschile contro le donne. È necessario educare all’empatia, perché a sua volta diventi un mezzo per rispettare gli altri e a saper vivere. Io spero che i giovani possano riflettere sulla società in cui vivono, su chi vogliono essere da grandi e su cosa vogliano fare da grandi. Raccontare oggi la mia storia di non amore può  essere utile per me. Nella misura in cui è utile agli altri, e ai ragazzi soprattutto. Denunciare chi ci fa del male è importante ma soprattutto bisogna parlare con chi entra in empatia con noi, nella nostra sfera personale. Sui social network si pensa di essere sempre connessi e amici di tutti, ma non è così. Gli amici sono due o tre nella vita reale e l'aiuto arriva proprio dagli amici che riescono a entrare in empatia con noi”, dice la Annibali.

A Venaria per contrastare la violenza sulle donne e fenomeni di stalking c'è uno strumento, utile e necessario per la sicurezza delle persone: "Una stanza per te”, nel comando di polizia locale, in via Sciesa.
"Molto spesso ci troviamo uomini e donne che non sanno affrontare la violenza ricevuta. E noi cerchiamo allora di creare un clima di fiducia e di far sentire protette le persone. Abbiamo ricevuto anche l'appoggio degli ospedali per tutte le donne vittima di violenza. Ad oggi sono 15 i casi denunciati”, racconta il comandante Vivalda.

Silvia Iannuzzi

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